domenica 2 settembre 2012

RECENSIONE "IL RAGAZZO CHE CORRE" di Sara Monetta



“Il ragazzo che corre”, edito da Badiglione Editore, è un volume dell’autrice Sara Monetta e illustrato da Giovanna Ghedini, è stato presentato al pubblico in seguito alla vittoria nel concorso letterario internazionale Piccole Piume e Giovani Penne per opere letterarie e illustrate. Protagonista della storia e Ismail, giovane ragazzo del Sudan che trascorre un’infanzia felice facendo il pastore e aiutando lo zio nei mercati intorno al suo villaggio: Ismail trascorre il tempo libero con i suoi amici ed è proprio uno di loro, Mohamed, a dargli il soprannome di “ragazzo che corre” viste le doti naturali di Ismail nella corsa.

Il Sudan è una nazione martoriata dalle guerre civili e dalla distruzione ed è proprio a causa di ciò che Ismail, assieme alla saggia del paese, si trova a dover fuggire dal suo villaggio, ritrovando poi anche la madre in un rifugio per profughi. Ritroverà così anche il vecchio amico Mohamed, che ricordandosi di un aiuto ricevuto, deciderà di aiutare a sua volta Ismail e la madre portandoli con sé in America e donando loro la possibilità di una nuova vita.

L’America, vista spesso come l’opportunità di una vita migliore, è però troppo lontana e troppo diversa dalla casa di Ismail, amante profondo del sua paese e del suo villaggio, tanto da portarlo a perdere la sua innata gioia e il suo naturale sorriso, che riuscirà a ritrovare solo anni dopo grazie alla sua abilità nella corsa: in una notte fredda Ismail incontra in un campo d’atletica James che decide di allenarlo e presentarlo al proprio allenatore. Ismail tramite la corsa riesce a ritrovare le sensazione perdute, i sapori e le sensazioni di quel Sudan tanto amato e abbandonato, ma soprattutto riscopre se stesso: Ismail è semplicemente se stesso, il ragazzo che corre.

Un libro che tra parole e illustrazioni scorre in una storia profonda, di vita reale, commovente e sincera, ambientata tra una nazione distrutta dalle guerre e una che rappresenta il sogno: un sogno, che come dimostra Ismail, spesso però si può presentare all’uomo solo a causa di eventi tragici e dolorosi. Una scrittura semplice, adatta a giovani ragazzi che possono così iniziare a conoscere eventi mondiali crudeli ed insensati.

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