sabato 22 giugno 2013

Siamo sicuri sia una novità?

Da qualche tempo ormai si sente parlare della nuova piattaforma di Self-publishing italiana, Libromania, nata da una collaborazione tra il Gruppo Editoriale De Agostini e la Casa Editrice Indipendente (?) Newton Compton. Ebbene, questo progetto, nato all'interno di Libromania Srl, si propone di pubblicare in versione digitale le opere meritevoli degli autori che invieranno loro la propria Opera. Ma solo io noto alcune incongruenze? No, almeno girovagando sul web e leggendo alcuni articoli, tra i quali quello di StoriaContinua.

La prima domanda che mi sono posta è stata: perché mai la De Agostini, che non pubblica quasi niente di narrativa, e la Newton, che appunto dovrebbe essere una casa editrice indipendente ormai ben avviata, decidono di unirsi per cercare nuovi talenti? La De Agostini ipoteticamente potrebbe farlo per una volontà di allargare il suo campo d'azione ma la Newton? Sul sito è ben evidente il fatto che da tempo non accettano più manoscritti né in formato cartaceo né in formato digitale e, qualora volessero, potrebbero semplicemente riaprire le valutazioni. Inoltre, come in molti ben sanno, da un po' di tempo a questa parte la Newton è solita contattare gli autori, solitamente autopubblicati, che spopolano su Amazon (vedi caso Anna Premoli) per portarli nelle proprie scuderie (vendite certe?). Insomma, diciamo che modi per trovare nuovi talenti e nuove meritevoli opere ne avrebbe molti. Ma passiamo oltre.

Leggiamo dal sito del progetto che offrono:

- valutazione seria in tempi certi
- editing professionale e pubblicazione in ebook
- report sulle vendite e diritti (royalties) al 50 %
- la possibilità di farti conoscere da importanti editori

Ora analizziamo la realtà:

- nel regolamento, che ovviamente viene linkato in fondo in fondo e scritto in piccolo, leggiamo che 'Libromania valuterà tutte le Opere proposte e comunicherà l'esito della valutazione entro 60 giorni dall'invio del file attraverso la piattaforma del Sito. In caso di sovraccarico di richieste, Libromania comunicherà un'estensione dei termini per il completamento della valutazione.' E fidatevi se vi dico che il sovraccarico avverrà sicuramente. Ma scusate, Newton non ha tempo di valutare nuovi manoscritti ma ne cerca altri?

- nel regolamento, lo stesso di prima, troviamo scritto: 'In caso di esito favorevole della valutazionel'Editore potrà comunicare all'Autore gli interventi migliorativi di revisione che intende apportare all'Opera (editing) e le eventuali modifiche o proposte per il publishing finale (titolo, copertina, prezzo, etc.). Subordinatamente all’effettuazione da parte dell’Autore delle modifiche richieste sarà formalizzato un contratto di edizione...'. O io non capisco bene l'italiano o qui c'è scritto che loro indicheranno i cambiamenti da apportare (e te non potrai non accettarli) e te dovrai effettuarli DA SOLO. E io probabilmente sarò ignorante ma l'editing dovrebbe essere compiuto da un editor, ovvero da un professionista, che non sta solo lì seduto a indicarti le cose da sistemare ma le sistema per te. Magari, ancora meglio, discutendo con te gli eventuali cambiamenti.

- poco da dire riguardo ai report, anche se indico per conoscenza ai non informati che i report di alcuni store on line non sono immediati (a volte si aspetta anche un mese e più) e poco da dire anche sulle royalties anche se onestamente credo siano uno 'specchietto per le allodole'.

- scusate, c'è scritto davvero 'farti notare da importanti case editrici'? Allora la Newton e la De Agostini (che però ricordo non è specializzata in narrativa) pensano di essere poco importanti. 

Leggiamo però oltre. Nel progetto scrivono che:

- cercano autori di talento
- storie in grado di emozionare
- opere che sappiano raccontare la realtà
- testi che soddisfino la curiosità dei lettori

In pratica hanno occupato uno spazio di quattro righe per dire poco o nulla. Ovvietà e banalità. Anche io quando scelgo un libro scelgo un libro di un autore di talento e una storia che mi possa soddisfare. Però, non so se loro lo sanno, al giorno d'oggi quasi tutti gli autori, bravi o meno bravi, meritevoli o no, credono di avere talento e se lo dicono e ripetono da soli.

Io solitamente, quando mi imbatto in una novità cerco di analizzarla a fondo, comprenderla, conoscerla. E questa novità, che novità non è, onestamente non mi sembra diversa da tante altre che con la spesa minore cercando di fare il guadagno maggiore. Quanto costa a Libromania leggere i manoscritti (e magari neanche tutti, perché basta leggere le prime venti pagine per scartarne molti) e pubblicarli in ebook? Poco, pochissimo. Quanto guadagno potranno invece avere? Molto, moltissimo. E nel caso in cui non fosse poi così tanto all'inizio, basterà aumentare i libri pubblicati. Risultato? Tanti libri in più e tanti autori ancora più convinti di essere bravi solo perché hanno AUTOpubblicato con Newton. 

Inoltre, come giustamente ricordava l'articolo che ho citato all'inizio, si parla di self quando l'autore è libero di scegliere tutto della sua opera (così come liberi sono i guadagni - ad esempio Amazon applica royalties differenti in base al prezzo dell'ebook). Qua di libero c'è poco, contando che sempre nel regolamento leggiamo 'Resta inteso che tale contratto prevedrà la pubblicazione dell’Opera in formato digitale, con un’opzione a favore dell’Editore per la sua pubblicazione in altri formati.': in poche parole, se il tuo libro andrà bene, molto bene, magari la Newton ti pubblicherà anche il cartaceo ed entrerai a far parte della loro squadra, altrimenti la tua Opera rimarrà un ebook tra i tanti.

Libromania non è una piattaforma di self bensì un metodo per valutare manoscritti riuscendo anche a guadagnare qualcosa.

Quanti manoscritti riceveranno? Sono certa che ne avranno già ricevuti centinaia, perché comunque i nomi di queste case editrici fanno gola. Ma giusto ieri leggevo un autore autopubblicato che si lamentava dei refusi presenti nei libri Newton e si chiedeva perché a lui li fanno notare mentre nessuno dice nulla delle grande case editrici. Ecco, credo che questo autore abbia centrato un altro punto: gli autori esordienti si lamentano spesso di case editrici che non correggono bene i loro scritti - e attenti perché qualche errore può capitare e capita a tutti - eppure, per soddisfare il proprio ego, sono disposti a tutto pur di pubblicare con un nome leggermente più altisonante che oggi va tanto di moda.

9 commenti:

  1. Un'analisi fredda e corretta, a mio avviso. In effetti la proposta sembrerebbe un colabrodo che fa un po' troppa acqua.
    Credo che le due 'grandi' abbiano mangiato la foglia, come si suol dire. In tempi di crisi (anche editoriale) perché non lanciarsi a peso morto nell'infinito e nuovo mondo dell'editoria digitale?

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    1. Peccato che Newton già si occupi del digitale e dunque anche in questo caso non si comprende l'iniziativa :D

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    2. A peso morto, cioè fare quasi esclusivamente quello ;)

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  2. Tutto vero e condiviso da me al 100%, per altro queste osservazioni (in maniera meno articolata) le avevo fatte ad alcuni autori nel gruppo no EAP su fb

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    1. Franco te sei sempre fonte di ottimi spunti!

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  3. ti ho letta grazie a Franco, che ti ha linkata su fb. e sono contenta di averlo fatto! bellissimo parere... Lila

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  4. poco da aggiungere. Ormai il minimo mezzo è assurto anche a sistema di selezione editoriale. Ma oggi cosa divide editoria e microeconomia?

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    1. Vito, credo che le grandi major dell'editoria - come le grandi major di qualsiasi settore - rappresentino una microeconomia, anzi neanche tanto micro. Il fatto sta nel non farsi inglobare solo per apparire.

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