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giovedì 14 giugno 2012

L'AMORE..CHE GRAN CASINO di Antonietta Agostini



Marta è una venticinquenne libera e spensierata che passa le sue giornate con le sue inseparabili amiche, condividendo con loro tutto, soprattutto il suo disperato bisogno di trovare l’amore. Finalmente trova il ragazzo dei suoi sogni, Leonardo. Ma quando tutto sembra andare bene tra di loro incontra Tommaso che le stravolgerà la vita e la sua storia d’amore. Si ritroverà di fronte a un bivio, scegliere fra due amori, mettendo in discussione anche le sue amicizie.




Nella vita tutto ruota intorno alla parola Amore come se tutti noi non potessimo farne a meno. Dicono sia un sentimento forte e profondo di affetto, simpatia, amicizia. Ma cos’è realmente l’amore?

Di sicuro un gran casino!
Mi sono domandata spesso durante la stesura del mio romanzo se davvero l’amore sia un qualcosa di meraviglioso  o se qualche volta  sia meglio non conoscerlo affatto questo sentimento. A pensarci bene spesso l’amore non è così “speciale” come dicono. Quando siamo innamorati infatti siamo fragili, paranoici, folli, possessivi, oppure ci capita di innamorarci e di non essere ricambiati, i famosi amori a senso unico, spesso invece ci innamoriamo di qualcuno ce non potremmo mai avere. Quindi mi domando è davvero così che vogliamo sentirci?
Senza amore però non ci si può stare, se non lo viviamo è come se ci mancasse qualcosa, io ad esempio non posso farne a meno e come la “mia piccola Marta” la protagonista del mio romanzo, è un po’ come tutte le donne, alla ricerca disperata dell’amore, quello vero, quello con la A maiuscola, quello che ci fa sentire le farfalle che svolazzano beate nello stomaco. Marta è una sognatrice, come tutte noi, sogna il principe azzurro, crede nelle amicizie, ma come quasi tutte le donne si complica la vita, magari a volte senza accorgersene. Infatti incontra Leonardo, di primo acchito l’uomo che tutte vorremmo, dolce, premuroso, romantico, un ragazzo con la testa sulle spalle, ma in fondo in fondo molto spesso è proprio l’esatto contrario che ci attrae, ossia l’uomo che sfugge, le situazioni più complicate, qualcuno che sappia dosare in giuste proporzioni un po’ d’amore e un pizzico di crudeltà.
Tra Marta e Leo tutto sembra andare alla perfezione fin quando il destino non pone Marta di fronte a un bivio: continuare la sua storia quasi perfetta o lasciarsi andare tra le braccia del destino?
Noi cosa faremmo? Siamo disposte a fidarci del destino? E’ davvero lui che mescola le carte? Forse potremmo imparare a conoscere questa sognatrice.
Perché lei ride, soffre, lei è Marta, lei è in ognuna di noi.






domenica 3 giugno 2012

RECENSIONE di "Quattro racconti..quattro" di Anna Cibotti


Un libro breve, intenso e di facile lettura che contiene al suo interno quattro racconti: "L'artista", "Fiori finti", "Il viaggiatore" e "L'ultimo autunno". Quattro storie e quattro personaggi che seppur apparentemente differenti si intrecciano nei destini: già, il destino che ci attende al varco e dal quale non possiamo fuggire ma un destino che nei quattro racconti si svela in maniere completamente diverse. Oscar, Nadia, Eleonora e il viaggiatore potremmo essere noi, nelle nostre vite semplici o meno e nelle nostre scelte razionali e non che possono talvolta portarci lungo strade differenti da quelle attese o completamente inaspettate.
Un libro che mi ha piacevolmente sorpresa, anche per l'originalità dei racconti che contengono al loro interno una morale per il lettore, spesso utilizzata nei racconti scritti in passato ma difficilmente riscontrabile nei libri e nei racconti moderni. I quattro racconti mi sono piaciuti quasi in egual modo, variando dal giallo al paranormale, ma tra tutti "Il viaggiatore" è quello che più mi ha colpita e anche emozionata, in una sensazione angosciosa, ricordandomi inoltre "L'ascesa al monte Ventoso" di Petrarca.



venerdì 25 maggio 2012

LA STIRPE DI AGORTOS di Elisabeth Gravestone


Elisabeth Gravestone è lo pseudonimo di Alessandra Paoloni


Nell'incontaminata terra dell'Egucron, Agortos, uomo di acuto ingegno e spiccata sensibilità, stringe un patto con la Dea Natura giurando che, sia lui che i suoi discendenti, si impegneranno ad approfondire la conoscenza della parte mistica e magica di quel mondo inesplorato che li circonda.
Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa. Separate da bambine, cresceranno in ambienti totalmente diversi: Airen come serva di Siderin, dispotico e spietato signore dei monti Atrùgeti, Anika nella sua casa natale a contatto con una natura misteriosa e incontaminata. Entrambe però sentiranno ben presto il richiamo di quel giuramento mantenutosi nel tempo, e nonostante le difficoltà e gli ostacoli che troveranno sul loro cammino, adempiranno al volere di Agortos preoccupandosi che le generazioni future mantengano vivo quel voto.





Estratto dal libro:

“.. strinsi un patto con la Natura pregando gli Dei che venisse accettato. Così tutta la mia vita, e quella di coloro nelle cui vene scorrerà il mio sangue, verrà consacrata alla scoperta e alla vigilanza del Potere naturale di cui il mondo è colmo. Non ci sarà uomo o donna che impedirà ai miei discendenti di seguire le mie orme, poiché verranno aiutati dal cielo e dalla terra e da tutto quello che li forma.
Io Agortos, che rinnegai mio padre e la mia famiglia per avventurarmi lungo le vie impervie del mondo, firmai quel giuramento col mio sangue.
La mia stirpe ne verrà coinvolta, riconosceranno i segni poiché essi sono stati già tracciati sulla loro via. Non temeranno di seguirli, e semmai esitassero nel farlo la Natura manderà loro dei messaggeri che li aiuteranno a ritrovare la strada.
Il destino del mondo è nelle nostre mani, s'intreccia con esso e ne dipende. Questo è il più grande mistero che l'uomo abbia mai ignorato.”

mercoledì 23 maggio 2012

SCINTILLA VITALE IN CARTACEO




Dopo il successo dell'e-book, edito dalla Edizioni Esordienti, è finalmente arrivato "Scintilla Vitale" in cartaceo.
Sarà possibile acquistare il libro direttamente dall'autrice, visitando il suo sito qui e prendendo privatamente accordi tramite la sua pagina Facebook ((a questo link) oppure tramite mail (tamil@sigmasas.com).

Un'occasione da non perdere. Un libro da non perdere.

Ricordo inoltre che "Scintilla Vitale" è il primo volume della serie "Cronache dal mondo parallelo", cui fa seguito "Il gioco del demone", e-book edito dalla EEE e acquistabile sul sito della casa editrice stessa.

giovedì 3 maggio 2012

PROMOZIONI STUDIO EDITORIALE LIBRO APERTO










Per il mese di Maggio lo Studio Editoriale Libro Aperto propone agli autori, emergenti e non, promozioni vantaggiose.


REALIZZAZIONE SPOT TRAILER

Spot trailer personalizzato della propria opera diffuso tramite You Tube e sul web, accompagnato da un comunicato che ne dichiari l'uscita. Un'offerta imperdibile per chi vuole vedere la propria opera rappresentata in un video.
25 euro (iva esclusa)


PROMOZIONE WEB 

- redazione 10 comunicati stampa del proprio libro da diffondere tramite siti e blog letterari
- redazione 5 schede libro da inserire in siti e blog letterari
- recensione della propria opera da diffondere attraverso 3 siti o blog letterari di rilevanza
Per il mese di Maggio 30 euro (iva esclusa)


AUTORI ESORDIENTI

- creazione di un blog personale con lo scopo di promuovere l'opera e inserimento primi contenuti
- redazione 3 comunicati stampa da diffondere tramite siti e blog letterari
- intervista all'autore con pagina dedicata sulla Rivista Letteraria Libro Aperto del mese di giugno 2012 
35 euro (iva esclusa)
*è possibile inoltre richiedere aggiornamenti settimanali del blog con una minima aggiunta mensile.
*è possibile inoltre richiedere la creazione di un sito web con dominio in alternativa al blog con una maggiorazione del costo.


Per ulteriori informazioni potete scrivere alla mail inediti@associazionelibroaperto.it.






martedì 1 maggio 2012

DELITTI IN SECCHIA di Alessandro Collioli (e la sua storia)


"Ho lasciato l’Italia il 22 febbraio 2007. Una decisione presa quasi d’impeto.
Più precisamente ho lasciato Sassuolo, piccola cittadina industriale ai piedi dell’appennino modenese, dove sempre avevo vissuto: esattamente 34 anni.
La scuola, gli amici, tutta la mia vita si era svolta li. Dalle elementari all’università. Poi il lavoro, prima come funzionario commerciale in vari settori poi, alla fine, quello che sembrava il sogno di una vita: investigatore privato. La cosa migliore che pensavo potesse capitarmi!
Fino a  quel giorno che dissi a me stesso e a mia madre: vado via, in Venezuela!
Lasciai la famiglia, gli amici e gli affetti, i ricordi i dolori, il passato!
Non era un addio ma un arrivederci: non sapevo a quando, ma lo sapevo!
Solo adesso, dopo quasi 5 anni da emigrante mi rendo conto che forse quella decisione la stavo maturando dentro da anni, inconsciamente. Mancava solo l’occasione, il pretesto, la scusa… non ho scelto una meta ne un posto specifico… mi ha scelto lei.
Roraima, ragazza italo venezuelana di cui mi innamorai e alla quale feci la proposta di portarmi con se’, come una sorta di souvenir della “sua” cara e amata Italia.
Ed eccomi qui a Mérida, citta a 1600 metri sulle Ande venezuelane dove la vita scorre con ritmi e tempi differenti e dove intanto Roraima è diventata mia moglie.
Forse stavo scappando forse inseguivo ancora il sogno di un adolescente, di tanti, che voleva andare via verso spiagge e paradisi immaginari e poco probabili, esistenti solo nella sua fantasia appunto.
Qualcosa è cambiato. Qualcosa si è mosso dentro di me. Ho trovato o, meglio, ritrovato, qualcosa che avevo perso o forse non sapevo nemmeno di avere.
Dal nulla, con Roraima, abbiamo iniziato un attività: confezione di abbigliamento per bambine. Il suo sogno, lei che aveva studiato come stilista in Italia voleva realizzare il sogno di avere una propria marca di abbigliamento
Mi sono buttato in un sogno non mio e lungo il cammino, mentre i vestiti e la fabbrichetta prendevano forma e crescevano ho trovato me stesso e la mia identità che avevo perduto per i condizionamenti e le abitudini, gli sbagli e i rancori, il passato e i ricordi a cui per troppo tempo ero rimasto legato.
Sono cresciuto insieme al mio spagnolo e alla fabbrica. Adesso i nostri vestiti e la nostra marca, Cuore alma italiana pasion latina, si vendono in tutta Venezuela e grazie a Dio posso dedicarmi alle mie passioni, scoperte e ritrovate in questi anni.
Quando sono partito non sapevo che stavo scappando e non sapevo che stavo cercando qualcosa, volevo solo cambiare.
Il tempo mi ha dato la consapevolezza che scappavo dal passato, dai ricordi, dagli errori e dai legami, da momenti burrascosi e difficili; e che cercavo la libertà, nel senso dell’essere liberamente me stesso, senza condizionamenti, senza influenze, senza retaggi di un passato troppo pesante da sopportare, di una vita che non si adattava a me che, del resto, non mi adattavo a lei.
Nel 2007 mi ero dato un tempo limite, come una data di scadenza: 10 anni poi sarei tornato in Italia. Consideravo questo un trasloco non definitivo, a termine… adesso non lo so. Forse il viaggio non è ancora finito o piuttosto è appena iniziato. Adesso guardare all’Italia e al suo stile di vita, con i suoi problemi veri o presunti mi fa tremare, un ritorno definitivo a quello stile di vita ad una perenne crisi a costanti ricambi e rinnovamenti veri o inventati e da scartare. L’Italia la vedo adesso come una donna bellissima ma troppo capricciosa per poterci convivere.
In Italia torno e tornerò: è la mia meta di vacanza. Quando gli italiani se ne vanno alla ricerca di posti esotici e improbabili avventure io torno alla cara e vecchia Italia. Gli amici e la famiglia sono sempre nei miei pensieri.
Mi mancano, certo, ma ho imparato l’importanza del tempo; non il tempo così come lo intendiamo in Italia: il tempo che è denaro, il tempo che fa sempre correre in una frenesia di andare e venire, di essere sempre in ritardo, nulla di tutto ciò.
Non è un tempo inteso in termini di quantità ma di qualità. Ai miei amici e ai miei cari cerco di dare tempo di qualità quando torno in Italia.
La prima volta sono rientrato dopo quasi tre anni e avevo paura!
Mille paure a dire la verità: paura di non potermi staccare di nuovo, paura di dire arrivederci, paura di vedere piangere ancora mia madre, paura di rendermi conto che avevo fatto la scelta sbagliata, paura di rivedere persone e volti, paura di non avere la forza per proseguire e portare avanti una scelta…
Ed effettivamente è stato difficile salutare tutti la seconda volta. Non sopporto gli addii nemmeno se momentanei…
Ma tornerò sicuro e forte. L’Italia e tutto ciò che significa, la carica emozionale che mi lega alla mia terra e più’  forte di ogni paura o timore.
In Venezuela ho trovato me stesso, ho imparato ad amare me stesso e l’Italia a scoprire quanto significhi l’uno e l’altra cosa.
C’è chi dice che si apprezzano le cose belle solo quando si sono perdute… è un po’ così che funziona e che mi sento. Bisogna lasciare le radici per apprezzarle, uscire dal guscio per capirne l’importanza. Abbandonare un idea di se stessi, per capirsi e ritrovarsi.
Mi sono ritrovato più forte, più sicuro. Mi voglio bene. Ed era ora.
Non credo sia importante il posto dove sono o dove sarò. Nel mio caso l’importante è stato andare via. Non rinnego nulla di ciò che ho vissuto ma sento e so che era necessario. Non mi sono mai pentito, nemmeno per un secondo, della mia scelta. Potrà apparire una scelta egoista per chi rimane ad aspettare, per chi sente la mia mancanza, ma so che chi mi vuole bene davvero capisce e vede che l’Alle di adesso è migliore.
Adesso posso offrire di più’ ai miei cari!  Anche da lontano.
Questo posto confusionario, disordinato, senza regole ne’ orari per assurdo mi ha ridato equilibrio. Forse perché, come direbbe qualcuno, anche io sono così incasinato e per questo mi trovo bene qui e mi sono espresso e ambientato al massimo.
Il Venezuela e la sua gente mi hanno insegnato e mi insegneranno ancora moltissimo: la compassione, quella vera; apprezzare ciò che si ha; la tolleranza, la spiritualità; la felicità per le piccole cose (piccole davvero); il sorriso di un bambino e le lacrime di una madre a cui ho regalato la loro prima foto… la povertà e l’umiltà, quelle vere non quelle sentite raccontare a scuola o al telegiornale… e un infinità di altre emozioni e storie che sto cercando di raccogliere in un libro di immagini ed emozioni che forse un giorno vedrà la luce.
Per il momento mi dedico alla scrittura di gialli, la mia passione come l’investigazione e la lettura.
Tra le cose che ho trovato qui c’è appunto l’ispirazione, la calma e  la forza per sedermi e scrivere il libro che avevo dentro da tempo ma che mai avevo nemmeno iniziato.
Il 9 settembre 2011 ha visto la luce Delitti in Secchia, romanzo giallo ambientato a Sassuolo che sta riscuotendo un discreto successo. La prima edizione auto pubblicata in 500 copie sta circolando nella zona di Sassuolo e dintorni. Durante il 2012 verrà pubblicato da Caosfera edizioni a livello nazionale. Prenotabile sul sito www.caosfera.it sezione tensioni, lafeltrinelli.it, ibs o amazon.
Spero di poterne trarre anche un film o un cortometraggio dal momento che mi dedico anche a questo con alcuni studenti universitari della ULA (Universidad de Los Andes) facoltà di cinema recitazione e direzione. Ho partecipato ad alcuni cortometraggi e documentari in veste di attore.
Sto lavorando ad altri due romanzi che spero possano prendere forma rapidamente.
Quanto ad un mio possibile ritorno definitivo in Italia dopo questa mia emigrazione dell’anima... Chissà cosa ha in serbo il futuro?
L’Italia sta vivendo un momento difficile o meglio lo stanno vivendo gli italiani sempre alle prese con tasse, stress, difficoltà economiche e chi più’ ne ha più ne metta. Negli ultimi tempi dopo l’uscita di una mia intervista, tanti italiani mi hanno scritto e mi scrivono da tutte le parti d’Italia per sapere com’è, cosa si sente, quali emozioni e quali paure accompagnano una scelta come la mia.
Tutti, sono stanchi e non ce la fanno più’; da nord a sud, dall’avocato al pensionato, dal muratore all’imprenditore si lamentano, non stanno bene, vogliono qualcosa di nuovo, di diverso, vogliono vivere tranquilli.
Non sono certo in condizione di dare giudizi o consigli, ma da fuori quello che vedo è malcontento, disillusione, perdita di speranze per il futuro…
Ma il cambio deve iniziare da noi stessi. Non è importante vedere la meta basta fare il primo passo e il resto verrà solo. Non serve aspettare che le cose cambino, cambiano prima noi stessi.
Ricordo le parole di mio padre preoccupato e timoroso del fatto che mi trasferissi in un paese con un governo discutibile, “la repubblica delle banane” come diceva lui, lasciando una laurea un lavoro e affrontando per vivere nel terzo mondo. Secondo lui sarebbe stata una rovina.
E con questo non voglio dire che tutti debbano lasciare l’Italia ma solo che a volte è necessario osare e andare contro corrente senza aspettare che qualcuno o qualcosa cambi per noi. Quello che oggi può sembrare assurdo o una pazzia domani potrebbe rivelarsi  la salvezza.
E, in fondo, se le cose vanno davvero tanto male come si dice, cosa c’è poi da perdere?
Il mio racconto e la mia esperienza spero siano di aiuto a tutti coloro che adesso stanno pensando che sia finita che non ci sia più speranza. La speranza è davvero l’ultima a morire! E le barriere e gli ostacoli esistono solo se siamo noi ad erigerle.
Ve lo assicuro! Solo 8 anni fa pensavo che la vita fosse finita e quante cose sono successe…"







In una tranquilla cittadina industriale ai piedi dell’Appennino, sulle sponde del fiume Secchia, vengono trovati due cadaveri di donne in distinti momenti: stessa causa di morte, stessi, strani segni sul seno delle vittime; entrambe sud americane, entrambe nude e senza documenti…
La notizia sconvolge il piccolo paese e il commissariato, tutte le ipotesi sono possibili: un delitto maturato nel mondo della prostituzione o della droga, o forse, nel piccolo paese emiliano è in attività un serial killer come pensa il commissario Bazzi?
Delitti In Secchia è un libro giallo; un classico giallo dove l’intuizione e la lógica sono gli elementi che permettono ai personaggi di risolvere il caso.
Andrea Filippi e Alessandro; poliziotto il primo, detective privato il secondo. Niente scienza ne tecnologia, solo la brillante mente di due giovani alla ricerca della giustizia.
Una donna bellissima che da il la all’investigazione e fa perdere la testa ad Alessandro, molto più istintivo del pacato e razionale Andrea.
Ma Delitti in Secchia è anche la storia di questa gran amicizia fatta di prese in giro e scherzi da parte di due amici che si amano e rispettano a modo loro.
E’ anche autobiografico: Alessandro rappresenta l’autore stesso e Andrea è il suo piu’ caro amico.
In tutto questo, una carrellata di personaggi costituisco l’ambiente che, nella realta’, per tanti anni abbiamo vissuto e condiviso in molti.
Un finale che lascia aperti molti interrogativi su cio’ che e’ giusto e sbagliato e sui limiti della legge.
Nel mezzo scherzi, battute, avventure, personaggi loschi e viaggi esotici.




BIOGRAFIA: Alessandro Collioli nasce il 6 Maggio 1973 a Sassuolo cittadina industriale in provincia di Modena.
Dopo gli studi e la maturità al liceo scientifico ottiene la laurea in Giurisprudenza attualmente parcheggiata in un cassetto.
Svolge il servizio militare presso la polizia di stato dalla quale si congeda nel 2001 con medaglia d’onore per il servizio prestato durante le alluvioni in Lombardia dello stesso anno.
Svolge vari lavori nel settore vendite finche’ nel 2004 dopo un “periodo difficile” decide di prendere in mano le redini della propria vita dedicandosi a quella che sempre è stata la sua passione: l’investigazione!
Lavora due anni come investigatore privato entrando in contatto con varie e particolari realtà italiane. Di questa esperienza v’è traccia nel romanzo.
Nel febbraio 2007, decide per la svolta definitiva della sua vita: si trasferisce in Venezuela, nella città di Mérida dove tutt’ora vive la maggior parte del tempo senza però dimenticare la cara e vecchia Italia.
In Venezuela, con la moglie Roraima, crea dal nulla  una impresa di abbigliamento che al momento attuale vende in quasi tutto il territorio nazionale.
Partecipa ad alcuni cortometraggi e documentari realizzati dalla ULA (Universidad de Los Andes) in veste di attore.
Appassionato di criminologia, “true crime” e psicologia criminale, accanito lettore, da sempre coltiva la passione per la scrittura che prende forma concreta nel 2011 con il primo romanzo giallo “Delitti In Secchia” ambientato per la maggior parte nella natale città di Sassuolo non senza una parentesi Colombiana.
Il libro è stato scritto tra marzo e maggio del 2011 “di getto”.
Lo covava dentro da anni finche’ un giorno è uscito tutto in un colpo.
Attualmente sta lavorando al secondo libro che, sulla falsariga del primo, potrebbe essere intitolato D.a.S.: Delitti a Sassuolo, nel quale sono presenti alcuni personaggi del primo sebbene la storia sia indipendente ed autonoma. Probabilmente ne seguirà un terzo dopodiché conclusa la trilogia “sassolese”  ha in progetto di ambientare i suoi romanzi in Venezuela.
Ha nel cassetto vari altri progetti tra cui una raccolta di racconti brevi con alcuni dei quali nel 2012 intende partecipare al “premio letterario città di Sassuolo”, così come un romanzo/autobiografia sul Venezuela, corredato di foto tratte dalla sua esperienza personale in Venezuela. Una maniera per spiegare il Venezuela attraverso l’impatto delle foto e i racconti che le accompagnano, il tutto in veste umoristica con paragoni con l’Italia.

venerdì 27 aprile 2012

UNA FARFALLA SUL CUORE di Rossana Lozzio



Samuel Hill, noto romanziere inglese, si trova a dover mettere il suo talento a servizio di una sceneggiatura; compito non facile, anche perchè è costretto ad allontanarsi dalla sua amata patria -e dalla bella ma capricciosa Brittany- per recarsi sulle rive del lago Maggiore, nella Villa che è stata scelta come set cinematografico. Così, lontano da tutto e da tutti, ammaliato dal misterioso e affascinante parco che circonda la maestosa dimora, si mette al lavoro, mentre strani sentimenti cominciano ad affiorare… L’incontro con Camilla, una deliziosa bambina di dieci anni, e Angelica, sua madre, cambierà per sempre la visione della vita e, soprattutto, donerà la speranza di un nuovo amore a Samuel, mentre scopriranno insieme cosa si cela dietro il mistero di una bellissima farfalla azzurra…




BIOGRAFIA: Rossana Lozzio e’ nata e vive a Verbania. Lavora nell’ambito delle promozioni e ha una forte passione per la rete internet. Inizia a scrivere per gioco e continua a farlo per passione…  sviluppa storie che raccontano di sentimenti, quali l’amicizia, in cui crede da sempre e ovviamente, l’amore. 

Nel 2005, pubblica il suo primo libro, “Fino alla fine”.
Nell’estate del 2008, pubblica il romanzo “Hollywood e dintorni” e a fine anno, il racconto “Le ali di un angelo”, editi da The Boopen.
All’inizio del 2010, pubblica il seguito de “Le ali di un angelo”, “L’angolo delle fragole”, edito da The Boopen.
Prende parte per alcuni anni a VCO TALENTI EMERGENTI, progetto itinerante che sostiene gli artisti del Verbano Cusio Ossola, proponendo le loro opere con l’augurio che possano farsi conoscere e soprattutto amare da un pubblico piu’ numeroso.
Nel 2009 diventa collaboratrice di AFP (Alberto Fortis People); si occupa delle sezioni Tour e Eventi e News del sito ufficiale di Alberto Fortis e gestisce la sua pagina ufficiale su Facebook. Insieme al cantautore e a Maurizio Parietti, ha collaborato alla stesura della sua biografia, “AL Che fine ha fatto Yude?”, che e’ stata pubblicata il 03 dicembre 2009 da ALIBERTI EDITORE e che attualmente e’ in vendita in seconda ristampa.
Nel 2010, ha gestito la rubrica settimanale, “La posta delle fragole”, sul Quotidiano Online VERBANIA NEWS e ha preso parte ad alcuni Comitati di Lettura per diverse Case Editrici.
Il 2011 e’ l’anno della prova piu’ importante. Nel mese di maggio, il nuovo romanzo – nato come esperimento su Facebook – “Una farfalla sul cuore”, edito da Il Ciliegio, ha debuttato presso il Salone Internazionale del Libro di Torino.

martedì 24 aprile 2012

ROSSO PORPORA di Gianluca Frangella (con incipit)





INCIPIT

Vi è mai capitato di avere un sogno al quale per nessuna ragione al Mondo l'avreste abbandonato? Si, lo so che vi è capitato. E qui in questo messaggio io condivido con voi, oltre che la mia passione per la scrittura, il mio sogno: raccontare una storia.

La mia storia potrebbe non essere originale, questo non sta a me giudicarlo. La mia storia potrebbe non trattarsi di un capolavoro, e anche in questo caso non dovrei essere io quell'oste che dà giudizio al suo vino. Posso dirvi che l'ho scritta con passione e con tanta dedizione. Un racconto di 40 pagine che vogliono condurre il lettore nello stesso studio flat in cui tutto ha inizio. Sto parlando di Londra e di Fabrizio, un italiano emigrato nella capitale inglese alla ricerca di se stesso (e fin qui restiamo nell'ordinario).
L'atmosfera della mia storia vorrei fosse leggera, serenamente lenta e malinconica. Non che ami la malinconia come sentimento, ma spesso è proprio sostare nel fondo e prendere le energie per la giusta spinta, a ridarci la forza di ricominciare tutto da zero. E non è un caso l'espressione ricominciare tutto da zero. Avete in mente Italo Calvino "Se una notte di inverno un viaggiatore"? Tutto ricomincia. Anche qui tutto ricomincia. Fabrizio si innamora di Liza, la ragazza dell'appartamento di fronte al suo. E' un amore platonico poiché il fato vuole che non riesca ad incontrarla per parlarci e conoscerla. Ma Liza è nel suo cuore e nella sua mente.
Nel cuore si divide il sentimento d'amore per Roberta, con la quale ha una storia, una storia che si sviluppa nell'insicurezza di saper prendere una decisione chiara sul proprio avvenire.
Cosa c'è di bello in questo racconto ve lo so dire per certo. E' l'inverosimile. Il perdersi e il ritrovarsi con Liza proprio quando meno se lo aspetta. Il perderla a Londra, per ritrovarla a Milano... e di nuovo perderla. Stesso vale per Roberta. Anche lei la perderà a Londra e la ritroverà a Milano. E anche con lei, come con Liza, accadrà di perderla nuovamente a Milano.
L'inverosimile inizia con la poesia introduttiva al racconto: Il tempo dei ricordi. L'inverosimile continua con un teatrino. L'inverosimile inizia e termina dietro una tenda dalla quale Fabrizio intravederà il vero amore. Tutto inizia e finisce dietro un Rosso porpora.





BIOGRAFIA:

Nato a Roma il 10 marzo 1980, ho svolto gli studi presso l’Istituto Tecnico Industriale di Roma, per diventare analista programmatore.
Non ricordo da quanto tempo scrivo, né ricordo quale è stata la prima cosa che ho scritto. So solamente che un giorno misi un documento su internet, un racconto breve, e ricevetti con mio stupore complimenti e proposte di collaborazione per alcune riviste locali. Ai tempi le rifiutai, il mio scopo era solo quello di scrivere per me stesso. Con il tempo mi sono accorto di desiderare invece emozionare anche il lettore, così ho iniziato a scrivere romanzi con lo scopo di farli leggere.
Stando a questo ho steso il mio primo lavoro intitolato “La vita che vorrei” edita in formato eBook dall’Editrice Solleone e in formato cartaceo da The Boopen Editore che si occupa di Print on Demand; ho inoltre scritto:
Casualmente incredibile – inedito.
Ai confini di un sogno – inedito. 
Storia di un artista di strada – inedito.
Rosso porpora – edito da Narcissus Self publishing in formato eBook.
Quest’ultimo, posto alla vostra attenzione, è l’ultimo scritto in questo lungo anno di fantastiche emozioni che, nel mio piccolo, han saputo farmi sentire uno “scrittore”.

venerdì 20 aprile 2012

RECENSIONE DI "OTTO MINUTI A MEZZANOTTE" di Fabio Monteduro

Giusto oggi mi sono imbattuta in una discussione sulla difficoltà o la facilità nel fare recensioni: non so se sia facile o difficile in realtà ma so che quando mi trovo a farle vorrei sempre rendere giustizia al libro letto e all'autore, conoscendo lo sforzo che si trova dietro ad ogni opera. Come raccontarvi "Otto minuti a mezzanotte"? Il modo migliore è partire dal recente cambio epistolare tra me e Fabio Monteduro, avvenuto due sere fa, proprio quando avevo iniziato a leggere la sua opera.


Io: Fabio, non so se perchè non sono abituata o per l'ora tarda ma il tuo libro fa pauraaaaaaaaa..
Fabio: Ahahahahaha..lo scopo di un horror è fare paura..ci pensi ad un libro comico che non fa ridere?

Come dargli torto. "Otto minuti a mezzanotte" è un agglomerato di racconti horror e posso garantire su questo. Otto racconti che scandiscono appunto i minuti mancanti alla mezzanotte; otto racconti in cui si parla del male in varie forme, dalla bestia (o il diavolo che dir si voglia) alle streghe e agli spiriti maligni dei defunti; otto racconti, più o meno brevi, in cui non manca mai l'intensità della narrazione e un finale a sorpresa nonché scelleratamente terrificante. L'opera di Monteduro è così, semplicemente, agghiacciante. Non starò a dirvi da chi o da non chi l'autore possa aver preso spunto, perchè non conosco il genere così bene a livello letterario, ma posso certamente asserire che Monteduro è maestro nel narrare con la giusta suspence e la giusta intensità scene horror come solo nei film sarebbe possibile immaginarle, con un uso del linguaggio travolgente che oltre al terrore sa catturare l'attenzione del lettore. Leggevo ed avevo paura eppure non riuscivo a fermarmi, scoprendo che anche i libri se scritti da mani capaci sanno procurare brividi lungo la schiena e pensieri cupi.
Caldamente consigliato agli amanti del genere e anche ai meno coraggiosi come me. Leggerò altre opere di Monteduro? Certamente. Magari di giorni in una bella giornata di sole però.

RECENSIONE "VOCE" di Elisabetta Bagli

Silloge poetica, breve ma intensa, principalmente suddivisa nelle tre sezioni "vita", "amare" e "sguardi" ma che varia amabilmente in diversi argomenti trattati: dalla maternità alla bulimia, dall'amore per la terra natale alla passione carnale. Insomma, un'ottima combinazione per quello che è il primo lavoro poetico di quest'autrice che ha desiderato intitolare "Voce" la sua opera,  proprio a sottolineare la sua analisi introspettiva e la volontà di mostrarsi al pubblico.




Come ho spesso ricordato nelle mie recensioni su sillogi poetiche, la poesia è un genere a sé stante perchè viene recepita dai vari lettori in maniera differente, in base alla sensibilità di ognuno. Per me "Voce" è allora una candida carezza di realtà, è un amore vissuto anche con la dovuta asprezza, è la lotta di un'umanità che ha mostrato il sorriso nell'amarezza.  O semplicemente ho percepito in "Voce" molta più malinconia di quella che la stessa autrice voleva proporre; o semplicemente intravisto negli occhi di "Voce" una commozione trattenuta, quasi a non volerla lasciare andare, e un sorriso prestato ad ogni situazione ma non per questo meno reale.
Ma la poesia non sta solo in ciò che si scrive, bensì in ciò che si prova scrivendola e leggendola.



"Sento la neve scendere su di me,
fredda, impassibile, lontana.
La sento sciogliersi nelle mie mani vive
che non conoscono più te."

INTERVISTA A NADIA MILONE autrice di "Angelo (in)desiderato"



 1.  Nadia Milone, autrice di “Angelo (in)desiderato” e? Raccontati.

   
       Sono una donna normalissima, una moglie e una mamma innanzitutto. Sono una donna che ha passato, come tutti del resto, momenti belli e momenti brutti nel corso della vita ma che é riuscita, per fortuna, a rialzarsi dopo ogni caduta anche grazie a questa passione che mi ha permesso di sfogare quello che avevo dentro. Prima di Angelo (in)desiderato ho autopubblicato anche Una principessa senza favola, un libro che però, a dire la verità, non mi ha dato troppe soddisfazioni. Una storia triste che rispecchia un po' il mio stato d'animo di quel periodo.





2.  Riassumi in tre parole il tuo libro ai lettori.


Direi amore, tenerezza e coraggio.

3. La protagonista femminile è Laura, bambina e poi anche troppo velocemente donna. Descrivici il suo personaggio.


Laura é un'adolescente che si innamora, come spesso succede, del compagno di classe. Direi che é una situazione abbastanza comune, fin quando non si trova, però, a dover affrontare delle conseguenze difficili da gestire per una ragazza di quell'età, come una gravidanza in un periodo della vita in cui si dovrebbe pensare, solitamente, soltanto al divertimento e allo studio. Laura, però, é anche una ragazza forte, che dimostra di avere una maturità e una sensibilità grandissime, una ragazza che cresce in fretta per amore della bambina che porta in grembo e che si assume tutte le responsabilità del caso, anche a costo di dover crescere la sua bimba da sola.


4.  La storia di Laura, ragazza che a diciotto anni rimane incinta ma neanche per un momento pensa all’aborto. E’ la storia di una o la storia di molte?


Io credo che, al giorno d'oggi, sia la storia di molte. Infatti questo libro vuole essere proprio un messaggio di speranza per tutte le adolescenti che si trovano in questa situazione, un incoraggiamento a non mollare, a pensare che comunque dentro di loro sta crescendo un piccolo miracolo e a non perdere mai la speranza.


5. Cosa rappresenta per te la scrittura e cosa ti ha spinto a voler vedere pubblicata la tua opera?


La scrittura per me é stata un'àncora di salvezza in un periodo particolarmente brutto della mia vita. Mi ci sono aggrappata per non affondare. E' una passione che mi porto dietro fin dai tempi delle scuole ma mai avrei pensato di pubblicare un libro. Ho deciso di autopubblicare Angelo (in)desiderato perché per me, in quel periodo, era importante poter pensare di essere riuscita a creare qualcosa di mio, senza l'aiuto di nessuno.


6. I tuoi progetti futuri?


A dire il vero non ho grandi progetti per il futuro. Come sai, io non mi considero una scrittrice, quindi non so se questa mia passione avrà un seguito oppure si fermerà qui. Mi piacerebbe scrivere ancora, certo, e magari la prossima volta tentare di far pubblicare il libro da una casa editrice, ma per ora rimane soltanto un bel sogno, poi si vedrà...


7. Dove si può acquistare a la tua opera e dove possono contattarti i lettori?


Angelo (in)desiderato é reperibile in formato cartaceo sul sito ilmiolibro.it oppure lo si può ordinare presso una libreria La Feltrinelli. Se qualcuno fosse interessato a contattarmi, mi può facilmente trovare su facebook oppure all'indirizzo e-mail unaprincipessasenzafavola@gmail.com.















mercoledì 18 aprile 2012

UNA SECONDA OCCASIONE di Sabrina Grementieri





PRESENTAZIONE a cura di Piera Rossotti (EEE):

A volte, la vita offre una seconda occasione per amare, per essere felici: basta crederci e non avere paura, anche se non mancano mai gli ostacoli.
Greta, una giovane donna ventottenne, esce da un’esperienza dolorosa che continua a portarsi nel cuore, tuttavia non si lascia abbattere: lavora per non rinunciare alla casa dei suoi sogni, fa progetti professionali, per mettere a frutto la sua laurea in psicologia e, al contempo, la sua passione per i cavalli, ed aspetta la sua seconda occasione.
Anche Ian, un noto attore, ormai over 50, cerca una nuova possibilità, dopo la morte della moglie e una vita con pochi punti di riferimento, ma soprattutto vuole ricostruire il rapporto con Kevin, il figlio adolescente.
I rapporti umani, però, non sono mai facili, e la vita à piena di insidie.
Con stile leggero e piacevole, questo romanzo, ambientato in Maremma, affronta temi di grande rilievo, come il rapporto genitori-figli e tra persone di età diversa, il confronto tra diversi stili e visioni della vita e, in definitiva, il significato della parola “amore” nel senso più ampio e completo del termine.



BIOGRAFIA: Sono nata a Imola 40 anni fa. Mi sono diplomata in lingue e laureata in scienze politiche ind.internazionale. Ho studiato un anno in Germania con una borsa di studio, e lì sono tornata per preparare la tesi sui campi di concentramento.
Non ho mai avuto le idee chiare su cosa fare da grande: quando mi sono iscritta a lingue volevo entrare in diplomazia, poi ho scoperto che sono caratterialmente tutto fuorché diplomatica, ed ho lasciato perdere. Ho fatto mille lavori, dalla campagna al commerciale estero, dall'operaia alla negoziante (ho avuto per otto anni un negozio di articoli di artigianato estero e complementi d’arredo, ed è il lavoro che mi è durato di più!). Nel frattempo sono diventata moglie e madre e ancora, come direbbe mia madre, non ho messo la testa a posto.
Tre però sono le costanti che mi hanno accompagnato in tutti questi anni: la mia passione per i viaggi, per la lettura e per la scrittura. Ho un armadio pieno di agende scritte a matita con racconti iniziati e spesso non finiti, che ora riguardo col timore che la matita pian piano si scolorisca.
Durante l’ultimo mese della mia seconda gravidanza, costretta al riposo dalle mie dimensioni, ho cercato l’evasione nella scrittura, ed è nato questo libro.

martedì 17 aprile 2012

INTERVISTA A SIMONETTA MANNINO autrice de "L'odore della felicità"


1. Simonetta Mannino. Donna, scrittrice e? Raccontati.
Donna, scrittrice e mamma. Ho avuto la gioia di avere una figlia, che ora ha 19 anni.
Scrittrice, ma anche e soprattutto lettrice. Mi definisco una lettrice "compulsiva", leggo di tutto, appassionatamente. In ogni libro, anche in quello che mi è piaciuto di meno, traggo sempre qualcosa di positivo. Leggere per me è terapeutico, così come scrivere. Amo la natura, le discipline orientali e la meditazione, che negli anni mi hanno aiutata a gestire le emozioni  e amo la solitudine, non la temo, mi piace stare da sola con me stessa.

 
2. Cosa rappresenta per te la scrittura?
 
Scrivere mi permette di entrare in contatto con la mia parte più profonda, di lasciar fluire le emozioni, siano esse positive o negative e prenderne coscienza. Con la scrittura entro nel mio mondo e riesco a esprimere ciò che sento in modo naturale e spontaneo.

 
3. Ho avuto l'onore e il piacere di leggere "L'odore della felicità" ed è innegabile che mi sia piaciuto. Un libro spesso duro ma reale, narrato con grande maestria. Puoi provare a descriverlo te?
 
Scrivere "L'odore della felicità" è stato un percorso lento e doloroso. Ho voluto raccontare la storia di Nina, una ragazza semplice nata in una famiglia problematica.  Mi piace definirla un'antieroina, una personalità estremamente fragile che troppo presto verrà segnata dalla vita in modo drammatico, provocando in lei una ferita che non si rimarginerà mai. Una confessione, quella di Nina, alla propria madre. Nina rivela, di quel segreto doloroso, ogni momento angosciante: la violenza subita sulla strada, la violenza autoinflitta, quando sceglierà un percorso di vita estremo e amaro, fino al racconto della sua storia d'amore, sua e soltanto sua. Un amore squallido che la porterà a fare i conti con se stessa e con le proprie scelte. Nel libro ho cercato di affrontare, forse in maniera cruda ma reale, il tema della violenza sulle donne e le conseguenze che un abuso di natura sessuale può portare sull'equilibrio psicofisico e sulla propria autostima.

 
 
5. Dove è possibile acquistarlo e quali sono le tue speranze e i tuoi sogni riguardo questa pubblicazione?

 
Il mondo dell'editoria è molto complesso. Sono consapevole delle difficoltà, soprattutto per un autore emergente, quindi evito di sognare troppo. Mi ritengo già fortunata per essere riuscita a pubblicare senza alcun contributo e per questo ringrazio la EEE-Book e Piera Rossotti per aver avuto fiducia in me. Il libro è uscito, inizialmente, solo in formato eBook ed è presente pressochè in tutte le piattaforme editoriali (Ibs, Bol, Amazon, etc.). L'edizione cartacea è disponibile nel circuito DANAE (www.danaelibri.it).

 
 
6- Quali sono i tuoi progetti futuri?
 
In progetto c'è un secondo libro, nel quale affronterò nuovamente, ma in chiave diversa, il tema della violenza sulle donne, le lacerazioni e le profonde implicazioni psicologiche che inevitabilmente comporta un abuso, sia esso di natura fisica o psicologica.