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mercoledì 10 ottobre 2012

CONCORSO LETTERARIO 'PAROLE DA SCRIVERE'





La casa editrice Libro Aperto Edizioni, in collaborazione con l’Associazione culturale Libro Aperto, bandisce la seconda edizione del concorso letterario per opere inedite Parole da Scrivere.

Il concorso è rivolto a tutti i cittadini italiani e stranieri che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età.
Il concorso è rivolto a tutti gli autori di opere inedite dei seguenti generi letterari: narrativa di genere, narrativa femminile, narrativa umoristica, gialli, thriller, noir, horror, fantasy.

Ogni autore può partecipare al concorso con un massimo di due elaborati.

I manoscritti non dovranno superare le 300 cartelle dattiloscritte (una cartella equivale a 1800 caratteri spazi inclusi).

Gli elaborati dovranno essere inviati in formato .doc e corredati di sinossi o breve descrizione, di cenni biografici e recapiti dell’autore. I manoscritti che non rispetteranno tali parametri o che risulteranno incompleti verranno cestinati.

La partecipazione al concorso prevede una quota di 10,00 euro per elaborato, valida come quota associativa alla suddetta associazione, da versare mediante ricarica Postepay intestata al Presidente dell’Associazione Libro Aperto:

Antonella Senese
C. F. SNSNNL81M45F839C
N. Carta 4023600627950951

Si prega di allegare al manoscritto copia dell’avvenuto pagamento.

La scadenza per l’invio degli elaborati è fissata per la mezzanotte del 31 dicembre 2012.
Le opere dovranno essere inviate all’indirizzo: inediti@associazionelibroaperto.it
Si prega di inserire nell’oggetto della mail la dicitura “Concorso Parole da Scrivere”.

Premi

L’opera vincitrice riceverà una pubblicazione gratuita da parte della casa editrice Libro Aperto Edizioni in formato cartaceo e digitale. All’autore verrà offerto un regolare contratto di pubblicazione della durata di due
anni rinnovabili. L’opera verrà inserita nei cataloghi cui fa riferimento la Libro Aperto Edizioni, sia nel formato cartaceo che digitale.

Per maggiori informazioni visitare il sito:
www.libroapertoedizioni.it

Oppure scrivere a:
inediti@associazionelibroaperto.it

mercoledì 25 luglio 2012

RECENSIONE "TUTTI I COLORI DELLA VITA" di Alessandra Alonzi


Alessandra Alonzi dopo "Alla ricerca di un sogno" torna con la sua protagonista Rebecca.

Rebecca, terminati gli studi, si trova a lavorare nella redazione di un importante magazine con il compito di rispondere alle affezionate lettrici e finalmente ha realizzato il suo sogno, anche grazie ad un nuovo equilibrio ritrovato nella relazione con Marco. Effettivamente la sua vita sembra ormai volta al meglio quando improvvisamente le cose cambiano e Rebecca si trova a dover riaffrontare paure e ostacoli da sola.

"Tutti i colori della vita" è la seconda opera di una scrittrice giovane quanto determinata, edita dalla Libro Aperto Edizioni. Un'opera che risulta a tratti adolescenziale a tratti adulta, partendo dalle relazioni d'amore e d'amicizia della protagonista per arrivare a toccare argomenti seri e delicati quali quelli dell'aborto e della violenza. Una scrittura leggera anche laddove ci si aspetterebbe uno stile differente proprio per gli argomenti affrontati ma che a modo suo risulta comunque essere coinvolgente e probabilmente utile ad un lettore in età adolescenziale e post. Una storia che trascina il lettore fino alla fine non tralasciando importanti e sorprendenti colpi di scena, talvolta piacevoli e positivi, talvolta completamente contrari.

giovedì 14 giugno 2012

L'AMORE..CHE GRAN CASINO di Antonietta Agostini



Marta è una venticinquenne libera e spensierata che passa le sue giornate con le sue inseparabili amiche, condividendo con loro tutto, soprattutto il suo disperato bisogno di trovare l’amore. Finalmente trova il ragazzo dei suoi sogni, Leonardo. Ma quando tutto sembra andare bene tra di loro incontra Tommaso che le stravolgerà la vita e la sua storia d’amore. Si ritroverà di fronte a un bivio, scegliere fra due amori, mettendo in discussione anche le sue amicizie.




Nella vita tutto ruota intorno alla parola Amore come se tutti noi non potessimo farne a meno. Dicono sia un sentimento forte e profondo di affetto, simpatia, amicizia. Ma cos’è realmente l’amore?

Di sicuro un gran casino!
Mi sono domandata spesso durante la stesura del mio romanzo se davvero l’amore sia un qualcosa di meraviglioso  o se qualche volta  sia meglio non conoscerlo affatto questo sentimento. A pensarci bene spesso l’amore non è così “speciale” come dicono. Quando siamo innamorati infatti siamo fragili, paranoici, folli, possessivi, oppure ci capita di innamorarci e di non essere ricambiati, i famosi amori a senso unico, spesso invece ci innamoriamo di qualcuno ce non potremmo mai avere. Quindi mi domando è davvero così che vogliamo sentirci?
Senza amore però non ci si può stare, se non lo viviamo è come se ci mancasse qualcosa, io ad esempio non posso farne a meno e come la “mia piccola Marta” la protagonista del mio romanzo, è un po’ come tutte le donne, alla ricerca disperata dell’amore, quello vero, quello con la A maiuscola, quello che ci fa sentire le farfalle che svolazzano beate nello stomaco. Marta è una sognatrice, come tutte noi, sogna il principe azzurro, crede nelle amicizie, ma come quasi tutte le donne si complica la vita, magari a volte senza accorgersene. Infatti incontra Leonardo, di primo acchito l’uomo che tutte vorremmo, dolce, premuroso, romantico, un ragazzo con la testa sulle spalle, ma in fondo in fondo molto spesso è proprio l’esatto contrario che ci attrae, ossia l’uomo che sfugge, le situazioni più complicate, qualcuno che sappia dosare in giuste proporzioni un po’ d’amore e un pizzico di crudeltà.
Tra Marta e Leo tutto sembra andare alla perfezione fin quando il destino non pone Marta di fronte a un bivio: continuare la sua storia quasi perfetta o lasciarsi andare tra le braccia del destino?
Noi cosa faremmo? Siamo disposte a fidarci del destino? E’ davvero lui che mescola le carte? Forse potremmo imparare a conoscere questa sognatrice.
Perché lei ride, soffre, lei è Marta, lei è in ognuna di noi.






domenica 3 giugno 2012

RECENSIONE di "Quattro racconti..quattro" di Anna Cibotti


Un libro breve, intenso e di facile lettura che contiene al suo interno quattro racconti: "L'artista", "Fiori finti", "Il viaggiatore" e "L'ultimo autunno". Quattro storie e quattro personaggi che seppur apparentemente differenti si intrecciano nei destini: già, il destino che ci attende al varco e dal quale non possiamo fuggire ma un destino che nei quattro racconti si svela in maniere completamente diverse. Oscar, Nadia, Eleonora e il viaggiatore potremmo essere noi, nelle nostre vite semplici o meno e nelle nostre scelte razionali e non che possono talvolta portarci lungo strade differenti da quelle attese o completamente inaspettate.
Un libro che mi ha piacevolmente sorpresa, anche per l'originalità dei racconti che contengono al loro interno una morale per il lettore, spesso utilizzata nei racconti scritti in passato ma difficilmente riscontrabile nei libri e nei racconti moderni. I quattro racconti mi sono piaciuti quasi in egual modo, variando dal giallo al paranormale, ma tra tutti "Il viaggiatore" è quello che più mi ha colpita e anche emozionata, in una sensazione angosciosa, ricordandomi inoltre "L'ascesa al monte Ventoso" di Petrarca.



lunedì 28 maggio 2012

IL FRUTTO DELLA CORTECCIA di Fabio Fabiano (versione gratuita scaricabile)



Un caso di un omicidio avvenuto in Canada, a Montreal, di un siciliano. Le indagini si spostano in Sicilia dove giungono due poliziotti canadesi, che collaborano con l’Ispettore Di Falco e i suoi collaboratori tra cui Ombra. Una serie di intricate vicende che si collegano con un finale a sorpresa. 

BIOGRAFIA:

Fabio Fabiano nasce ad Agrigento nel 1967. Ripercorrendo le orme paterne, a diciannove anni si arruola nella Polizia di Stato. Nel 1996 consegue la laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Palermo. Lavora alla Sezione Volanti della Polizia di Agrigento e nel ’98 ottiene la specialità per la Polizia Scientifica. Nel 2003 diviene responsabile del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica di Agrigento. Nel 2009, responsabile della squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di P.S. di Porto Empedocle (la Vigata di Andrea Camilleri). Dal 2010 viene assegnato alla Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Agrigento.

Oltre alla vocazione poliziesca si unisce quella radiofonica (da oltre vent’anni conduce come dj un programma musicale su una radio locale) e quella giornalistica (cura da oltre due anni la realizzazione di documentari televisivi per Teleacras).
Nel 2008 ha pubblicato “Il Caso del Morto per fortuna” romanzo poliziesco della serie L’Ispettore di Falco della Collana “Non solo indagini”, lanciata nel 2008 dalla CSA Editrice. Sempre per la stessa serie e Casa editrice, nel 2009 ha pubblicato “Cuore di Gesù” che compendia le sue grandi passioni e le arricchisce delle competenze professionali acquisite nel corso della sua lunga carriera investigativa. La nuova pubblicazione della serie, dal titolo “46909” allarga il campo d’azione dell’investigatore Di Falco in ambiti internazionali.

venerdì 25 maggio 2012

LA STIRPE DI AGORTOS di Elisabeth Gravestone


Elisabeth Gravestone è lo pseudonimo di Alessandra Paoloni


Nell'incontaminata terra dell'Egucron, Agortos, uomo di acuto ingegno e spiccata sensibilità, stringe un patto con la Dea Natura giurando che, sia lui che i suoi discendenti, si impegneranno ad approfondire la conoscenza della parte mistica e magica di quel mondo inesplorato che li circonda.
Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa. Separate da bambine, cresceranno in ambienti totalmente diversi: Airen come serva di Siderin, dispotico e spietato signore dei monti Atrùgeti, Anika nella sua casa natale a contatto con una natura misteriosa e incontaminata. Entrambe però sentiranno ben presto il richiamo di quel giuramento mantenutosi nel tempo, e nonostante le difficoltà e gli ostacoli che troveranno sul loro cammino, adempiranno al volere di Agortos preoccupandosi che le generazioni future mantengano vivo quel voto.





Estratto dal libro:

“.. strinsi un patto con la Natura pregando gli Dei che venisse accettato. Così tutta la mia vita, e quella di coloro nelle cui vene scorrerà il mio sangue, verrà consacrata alla scoperta e alla vigilanza del Potere naturale di cui il mondo è colmo. Non ci sarà uomo o donna che impedirà ai miei discendenti di seguire le mie orme, poiché verranno aiutati dal cielo e dalla terra e da tutto quello che li forma.
Io Agortos, che rinnegai mio padre e la mia famiglia per avventurarmi lungo le vie impervie del mondo, firmai quel giuramento col mio sangue.
La mia stirpe ne verrà coinvolta, riconosceranno i segni poiché essi sono stati già tracciati sulla loro via. Non temeranno di seguirli, e semmai esitassero nel farlo la Natura manderà loro dei messaggeri che li aiuteranno a ritrovare la strada.
Il destino del mondo è nelle nostre mani, s'intreccia con esso e ne dipende. Questo è il più grande mistero che l'uomo abbia mai ignorato.”

mercoledì 23 maggio 2012

SCINTILLA VITALE IN CARTACEO




Dopo il successo dell'e-book, edito dalla Edizioni Esordienti, è finalmente arrivato "Scintilla Vitale" in cartaceo.
Sarà possibile acquistare il libro direttamente dall'autrice, visitando il suo sito qui e prendendo privatamente accordi tramite la sua pagina Facebook ((a questo link) oppure tramite mail (tamil@sigmasas.com).

Un'occasione da non perdere. Un libro da non perdere.

Ricordo inoltre che "Scintilla Vitale" è il primo volume della serie "Cronache dal mondo parallelo", cui fa seguito "Il gioco del demone", e-book edito dalla EEE e acquistabile sul sito della casa editrice stessa.

martedì 8 maggio 2012

RECENSIONE BODY AND SOUL di Paolo Ferruccio Cuniberti

Torino. Anni Settanta. Più precisamente tra il Settantatré è e il Settantaquattro. Guido è un giovane di campagna trasferitosi in città con la classica scusa dell'Università, e questo avviene tutt'ora, ma che di studio non parla più come non parla di lavoro. Un giovane scapestrato si potrebbe dire che in realtà non fa nulla di male se non vivere nel "fancazzismo" più spudorato: caffè e chiacchiere al bar Esperia; qualche incontro e scontro con Lidia, compagna di un tempo; qualche spicciolo guadagnato qua e là. Non per questo Guido manca di valori, idee ed affetti: la famiglia, Lidia, gli amici e i conoscenti del bar, in cui spesso si disperde in filosofeggianti discorsi sulle verità della vita.
Uno stile di vita, in fondo, che si è perso nei tempi, fortunatamente o purtroppo. Perchè Torino era una città che viveva intorno alla Fiat e a poco altro; una città che alle undici dormiva profondamente; una città in parte diversa da oggi ma che in parte risentiva di una stessa crisi tutt'ora riscontrabile.
Sullo sfondo cittadino appare la figura di Guido, talvolta nostalgico del tempo passato, talvolta critico verso lo stesso, eppure sempre portatore sano di un velato romanticismo nei confronti della vita stessa. Guido non è infelice della sua vita, anzi, e tanto meno è succube di una realtà indesiderata; Guido sa sognare, sa inventarsi la vita e le giornate, e proprio quando anche lui deciderà di "mettere la testa a posto" trovando un lavoro onesto rimarrà vittima del raggiro di altri.
Un romanzo prezioso, oserei definirlo, capace di trasportare il lettore nel contesto narrato e di lasciarlo, al termine, nostalgico e con un amico come Guido in più. Un romanzo da leggere obbligatoriamente

venerdì 4 maggio 2012

INTERVISTA A STELLA ADA ROSSETTI (scrittrice e blogger)


1.       Stella Ada Rossetti, autrice de “Il quaderno dei ricordi” e blogger. Recentemente hai dato anche vita ad una trasmissione radio. Parlaci di questa tua idea.
Ciao, innanzitutto grazie della opportunità che mi hai concesso di parlare di me e del magazine che ho lanciato un mese fa a cui ho dato il nome di Stella Magazine. Da emergente nell’arco di qualche mese ho capito che se io da scrittrice non mi sarei fatta venire in testa una idea per farmi conoscere non sarei andata da nessuna parte. Il magazine nasce però anche perché da grafica pubblicitaria mi permette di continuare a utilizzare professionalmente i programmi gi grafica che mi hanno accompagnata durante l’adolescenza. Stella perché è così che io mi chiamo. E’ vero anche che ho deciso di fondare una stazione radio sul web che va in onda una sola volta a settimana. Il motivo è semplice, io amo mettermi sempre alla prova con nuove e difficili sfide. Questa per me è difficilissima perché in questo modo potrò sconfiggere il mio più grande difetto. La timidezza.

2.       Sul tuo blog (http://magazinestellaadarossetti.blogspot.it/) , che personalmente trovo molto giovane e fresco, si nota la tua volontà di lanciarti in nuove esperienze, lasciando anche spazio ad altri autori e autrici emergenti. Secondo te, quali difficoltà si trovano in quest’ambiente?
Emergente uguale sconosciuto. Questa è la vera e unica difficoltà che noi giovani autori ci troviamo a far fronte tutti i giorni. Per farci conoscere dobbiamo essere disposti a tutto e la cosa più difficile da fare è cominciare ma soprattutto trovare un team qualificato che non si tiri indietro mai e che abbia voglia di lavorare sodo.

3.       Molti scrittori emergenti si dedicano poi a blog, siti e riviste. Parlaci della tua passione per la scrittura e delle tue idee riguardo alle promozioni possibili.
Devi sapere che a differenza di molte altre riviste, Stella magazine è completamente gratuita. Adesso ti racconto la vera ragione che mi ha spinto a crearla. Una mattina aprendo la mia posta elettronica ho letto una e-mail da parte di un autore che mi invitava a visionare la sua rivista online che poteva essere scaricata gratuitamente online. Inoltre, mi chiedeva che se avessi desiderato un articolo che parlasse di me e del mio libro avrei dovuto pagare una specifica somma di denaro. Io, non riuscivo a capacitarmene perché non ritengo giusto che si paghi per un servizio del genere vista poi la diffusione del file. GRATIS viene letta e quindi  GRATIS  dovrebbe essere per chiunque voglia comparire su un magazine. La rivista mi sta aiutando a farmi conoscere, questo è il mio unico e reale obiettivo.

4.       Tornando a parlare del tuo libro, descrivici in tre parole il tuo manoscritto “Il quaderno dei ricordi”.
Questa è la domanda più difficile che mi sia stata fatta fino ad oggi in riguardo al mio libro. Tre parole? ( commovente, passionale e istruttivo )

5.       Personalmente credo che uno scrittore, o colui che sogna d’esserlo, debba anche conoscere un suo limite, sia nello stile sia nel genere. Come potresti elencare pregi e difetti della tua opera?
Io sono sempre stata molto sincera,  quindi conosco tutti i miei limiti. Il primo in assoluto è che purtroppo so perfettamente che la grammatica lascia un po’ a desiderare però a questo compensa la mia fantasia ma soprattutto il coraggio nel saperlo accettare e anche il fatto che la casa editrice non abbia corretto neanche uno degli errori che io gli ho segnalato. Un altro difetto forse è che mi sono lasciata prendere un po’ la mano ed è per questo che molti credono che la storia che ho raccontato sia autobiografica. Non credo invece che io da autrice del romanzo abbia il diritto di elencare i pregi della mia opera perché è il compito che spetta a chi lo legge perché io sarei di parte e quindi lo lascio fare ai lettori.

6.       Cosa vorresti ancora migliorare nella tua rivista e nelle tue trasmissioni radiofoniche? Lascia ai lettori tutti i link in cui è possibile seguirti.
Voglio migliorare tante di quelle cose che tu non puoi neanche immaginare. Tante idee mi passano per la testa che ho intenzione di sviluppare, una delle tante però è la grafica del blog, del canale youtube e del forum ufficiale della rivista.

Canale youtube: http://www.youtube.com/user/MagazineStella?feature=mhee dove è possibile riascoltare le dirette radiofoniche.

7.       I progetti futuri di Stella?
I miei progetti futuri sono molti ma se ve li rivelo non si avverano quindi preferisco tenermeli per me!

martedì 1 maggio 2012

DELITTI IN SECCHIA di Alessandro Collioli (e la sua storia)


"Ho lasciato l’Italia il 22 febbraio 2007. Una decisione presa quasi d’impeto.
Più precisamente ho lasciato Sassuolo, piccola cittadina industriale ai piedi dell’appennino modenese, dove sempre avevo vissuto: esattamente 34 anni.
La scuola, gli amici, tutta la mia vita si era svolta li. Dalle elementari all’università. Poi il lavoro, prima come funzionario commerciale in vari settori poi, alla fine, quello che sembrava il sogno di una vita: investigatore privato. La cosa migliore che pensavo potesse capitarmi!
Fino a  quel giorno che dissi a me stesso e a mia madre: vado via, in Venezuela!
Lasciai la famiglia, gli amici e gli affetti, i ricordi i dolori, il passato!
Non era un addio ma un arrivederci: non sapevo a quando, ma lo sapevo!
Solo adesso, dopo quasi 5 anni da emigrante mi rendo conto che forse quella decisione la stavo maturando dentro da anni, inconsciamente. Mancava solo l’occasione, il pretesto, la scusa… non ho scelto una meta ne un posto specifico… mi ha scelto lei.
Roraima, ragazza italo venezuelana di cui mi innamorai e alla quale feci la proposta di portarmi con se’, come una sorta di souvenir della “sua” cara e amata Italia.
Ed eccomi qui a Mérida, citta a 1600 metri sulle Ande venezuelane dove la vita scorre con ritmi e tempi differenti e dove intanto Roraima è diventata mia moglie.
Forse stavo scappando forse inseguivo ancora il sogno di un adolescente, di tanti, che voleva andare via verso spiagge e paradisi immaginari e poco probabili, esistenti solo nella sua fantasia appunto.
Qualcosa è cambiato. Qualcosa si è mosso dentro di me. Ho trovato o, meglio, ritrovato, qualcosa che avevo perso o forse non sapevo nemmeno di avere.
Dal nulla, con Roraima, abbiamo iniziato un attività: confezione di abbigliamento per bambine. Il suo sogno, lei che aveva studiato come stilista in Italia voleva realizzare il sogno di avere una propria marca di abbigliamento
Mi sono buttato in un sogno non mio e lungo il cammino, mentre i vestiti e la fabbrichetta prendevano forma e crescevano ho trovato me stesso e la mia identità che avevo perduto per i condizionamenti e le abitudini, gli sbagli e i rancori, il passato e i ricordi a cui per troppo tempo ero rimasto legato.
Sono cresciuto insieme al mio spagnolo e alla fabbrica. Adesso i nostri vestiti e la nostra marca, Cuore alma italiana pasion latina, si vendono in tutta Venezuela e grazie a Dio posso dedicarmi alle mie passioni, scoperte e ritrovate in questi anni.
Quando sono partito non sapevo che stavo scappando e non sapevo che stavo cercando qualcosa, volevo solo cambiare.
Il tempo mi ha dato la consapevolezza che scappavo dal passato, dai ricordi, dagli errori e dai legami, da momenti burrascosi e difficili; e che cercavo la libertà, nel senso dell’essere liberamente me stesso, senza condizionamenti, senza influenze, senza retaggi di un passato troppo pesante da sopportare, di una vita che non si adattava a me che, del resto, non mi adattavo a lei.
Nel 2007 mi ero dato un tempo limite, come una data di scadenza: 10 anni poi sarei tornato in Italia. Consideravo questo un trasloco non definitivo, a termine… adesso non lo so. Forse il viaggio non è ancora finito o piuttosto è appena iniziato. Adesso guardare all’Italia e al suo stile di vita, con i suoi problemi veri o presunti mi fa tremare, un ritorno definitivo a quello stile di vita ad una perenne crisi a costanti ricambi e rinnovamenti veri o inventati e da scartare. L’Italia la vedo adesso come una donna bellissima ma troppo capricciosa per poterci convivere.
In Italia torno e tornerò: è la mia meta di vacanza. Quando gli italiani se ne vanno alla ricerca di posti esotici e improbabili avventure io torno alla cara e vecchia Italia. Gli amici e la famiglia sono sempre nei miei pensieri.
Mi mancano, certo, ma ho imparato l’importanza del tempo; non il tempo così come lo intendiamo in Italia: il tempo che è denaro, il tempo che fa sempre correre in una frenesia di andare e venire, di essere sempre in ritardo, nulla di tutto ciò.
Non è un tempo inteso in termini di quantità ma di qualità. Ai miei amici e ai miei cari cerco di dare tempo di qualità quando torno in Italia.
La prima volta sono rientrato dopo quasi tre anni e avevo paura!
Mille paure a dire la verità: paura di non potermi staccare di nuovo, paura di dire arrivederci, paura di vedere piangere ancora mia madre, paura di rendermi conto che avevo fatto la scelta sbagliata, paura di rivedere persone e volti, paura di non avere la forza per proseguire e portare avanti una scelta…
Ed effettivamente è stato difficile salutare tutti la seconda volta. Non sopporto gli addii nemmeno se momentanei…
Ma tornerò sicuro e forte. L’Italia e tutto ciò che significa, la carica emozionale che mi lega alla mia terra e più’  forte di ogni paura o timore.
In Venezuela ho trovato me stesso, ho imparato ad amare me stesso e l’Italia a scoprire quanto significhi l’uno e l’altra cosa.
C’è chi dice che si apprezzano le cose belle solo quando si sono perdute… è un po’ così che funziona e che mi sento. Bisogna lasciare le radici per apprezzarle, uscire dal guscio per capirne l’importanza. Abbandonare un idea di se stessi, per capirsi e ritrovarsi.
Mi sono ritrovato più forte, più sicuro. Mi voglio bene. Ed era ora.
Non credo sia importante il posto dove sono o dove sarò. Nel mio caso l’importante è stato andare via. Non rinnego nulla di ciò che ho vissuto ma sento e so che era necessario. Non mi sono mai pentito, nemmeno per un secondo, della mia scelta. Potrà apparire una scelta egoista per chi rimane ad aspettare, per chi sente la mia mancanza, ma so che chi mi vuole bene davvero capisce e vede che l’Alle di adesso è migliore.
Adesso posso offrire di più’ ai miei cari!  Anche da lontano.
Questo posto confusionario, disordinato, senza regole ne’ orari per assurdo mi ha ridato equilibrio. Forse perché, come direbbe qualcuno, anche io sono così incasinato e per questo mi trovo bene qui e mi sono espresso e ambientato al massimo.
Il Venezuela e la sua gente mi hanno insegnato e mi insegneranno ancora moltissimo: la compassione, quella vera; apprezzare ciò che si ha; la tolleranza, la spiritualità; la felicità per le piccole cose (piccole davvero); il sorriso di un bambino e le lacrime di una madre a cui ho regalato la loro prima foto… la povertà e l’umiltà, quelle vere non quelle sentite raccontare a scuola o al telegiornale… e un infinità di altre emozioni e storie che sto cercando di raccogliere in un libro di immagini ed emozioni che forse un giorno vedrà la luce.
Per il momento mi dedico alla scrittura di gialli, la mia passione come l’investigazione e la lettura.
Tra le cose che ho trovato qui c’è appunto l’ispirazione, la calma e  la forza per sedermi e scrivere il libro che avevo dentro da tempo ma che mai avevo nemmeno iniziato.
Il 9 settembre 2011 ha visto la luce Delitti in Secchia, romanzo giallo ambientato a Sassuolo che sta riscuotendo un discreto successo. La prima edizione auto pubblicata in 500 copie sta circolando nella zona di Sassuolo e dintorni. Durante il 2012 verrà pubblicato da Caosfera edizioni a livello nazionale. Prenotabile sul sito www.caosfera.it sezione tensioni, lafeltrinelli.it, ibs o amazon.
Spero di poterne trarre anche un film o un cortometraggio dal momento che mi dedico anche a questo con alcuni studenti universitari della ULA (Universidad de Los Andes) facoltà di cinema recitazione e direzione. Ho partecipato ad alcuni cortometraggi e documentari in veste di attore.
Sto lavorando ad altri due romanzi che spero possano prendere forma rapidamente.
Quanto ad un mio possibile ritorno definitivo in Italia dopo questa mia emigrazione dell’anima... Chissà cosa ha in serbo il futuro?
L’Italia sta vivendo un momento difficile o meglio lo stanno vivendo gli italiani sempre alle prese con tasse, stress, difficoltà economiche e chi più’ ne ha più ne metta. Negli ultimi tempi dopo l’uscita di una mia intervista, tanti italiani mi hanno scritto e mi scrivono da tutte le parti d’Italia per sapere com’è, cosa si sente, quali emozioni e quali paure accompagnano una scelta come la mia.
Tutti, sono stanchi e non ce la fanno più’; da nord a sud, dall’avocato al pensionato, dal muratore all’imprenditore si lamentano, non stanno bene, vogliono qualcosa di nuovo, di diverso, vogliono vivere tranquilli.
Non sono certo in condizione di dare giudizi o consigli, ma da fuori quello che vedo è malcontento, disillusione, perdita di speranze per il futuro…
Ma il cambio deve iniziare da noi stessi. Non è importante vedere la meta basta fare il primo passo e il resto verrà solo. Non serve aspettare che le cose cambino, cambiano prima noi stessi.
Ricordo le parole di mio padre preoccupato e timoroso del fatto che mi trasferissi in un paese con un governo discutibile, “la repubblica delle banane” come diceva lui, lasciando una laurea un lavoro e affrontando per vivere nel terzo mondo. Secondo lui sarebbe stata una rovina.
E con questo non voglio dire che tutti debbano lasciare l’Italia ma solo che a volte è necessario osare e andare contro corrente senza aspettare che qualcuno o qualcosa cambi per noi. Quello che oggi può sembrare assurdo o una pazzia domani potrebbe rivelarsi  la salvezza.
E, in fondo, se le cose vanno davvero tanto male come si dice, cosa c’è poi da perdere?
Il mio racconto e la mia esperienza spero siano di aiuto a tutti coloro che adesso stanno pensando che sia finita che non ci sia più speranza. La speranza è davvero l’ultima a morire! E le barriere e gli ostacoli esistono solo se siamo noi ad erigerle.
Ve lo assicuro! Solo 8 anni fa pensavo che la vita fosse finita e quante cose sono successe…"







In una tranquilla cittadina industriale ai piedi dell’Appennino, sulle sponde del fiume Secchia, vengono trovati due cadaveri di donne in distinti momenti: stessa causa di morte, stessi, strani segni sul seno delle vittime; entrambe sud americane, entrambe nude e senza documenti…
La notizia sconvolge il piccolo paese e il commissariato, tutte le ipotesi sono possibili: un delitto maturato nel mondo della prostituzione o della droga, o forse, nel piccolo paese emiliano è in attività un serial killer come pensa il commissario Bazzi?
Delitti In Secchia è un libro giallo; un classico giallo dove l’intuizione e la lógica sono gli elementi che permettono ai personaggi di risolvere il caso.
Andrea Filippi e Alessandro; poliziotto il primo, detective privato il secondo. Niente scienza ne tecnologia, solo la brillante mente di due giovani alla ricerca della giustizia.
Una donna bellissima che da il la all’investigazione e fa perdere la testa ad Alessandro, molto più istintivo del pacato e razionale Andrea.
Ma Delitti in Secchia è anche la storia di questa gran amicizia fatta di prese in giro e scherzi da parte di due amici che si amano e rispettano a modo loro.
E’ anche autobiografico: Alessandro rappresenta l’autore stesso e Andrea è il suo piu’ caro amico.
In tutto questo, una carrellata di personaggi costituisco l’ambiente che, nella realta’, per tanti anni abbiamo vissuto e condiviso in molti.
Un finale che lascia aperti molti interrogativi su cio’ che e’ giusto e sbagliato e sui limiti della legge.
Nel mezzo scherzi, battute, avventure, personaggi loschi e viaggi esotici.




BIOGRAFIA: Alessandro Collioli nasce il 6 Maggio 1973 a Sassuolo cittadina industriale in provincia di Modena.
Dopo gli studi e la maturità al liceo scientifico ottiene la laurea in Giurisprudenza attualmente parcheggiata in un cassetto.
Svolge il servizio militare presso la polizia di stato dalla quale si congeda nel 2001 con medaglia d’onore per il servizio prestato durante le alluvioni in Lombardia dello stesso anno.
Svolge vari lavori nel settore vendite finche’ nel 2004 dopo un “periodo difficile” decide di prendere in mano le redini della propria vita dedicandosi a quella che sempre è stata la sua passione: l’investigazione!
Lavora due anni come investigatore privato entrando in contatto con varie e particolari realtà italiane. Di questa esperienza v’è traccia nel romanzo.
Nel febbraio 2007, decide per la svolta definitiva della sua vita: si trasferisce in Venezuela, nella città di Mérida dove tutt’ora vive la maggior parte del tempo senza però dimenticare la cara e vecchia Italia.
In Venezuela, con la moglie Roraima, crea dal nulla  una impresa di abbigliamento che al momento attuale vende in quasi tutto il territorio nazionale.
Partecipa ad alcuni cortometraggi e documentari realizzati dalla ULA (Universidad de Los Andes) in veste di attore.
Appassionato di criminologia, “true crime” e psicologia criminale, accanito lettore, da sempre coltiva la passione per la scrittura che prende forma concreta nel 2011 con il primo romanzo giallo “Delitti In Secchia” ambientato per la maggior parte nella natale città di Sassuolo non senza una parentesi Colombiana.
Il libro è stato scritto tra marzo e maggio del 2011 “di getto”.
Lo covava dentro da anni finche’ un giorno è uscito tutto in un colpo.
Attualmente sta lavorando al secondo libro che, sulla falsariga del primo, potrebbe essere intitolato D.a.S.: Delitti a Sassuolo, nel quale sono presenti alcuni personaggi del primo sebbene la storia sia indipendente ed autonoma. Probabilmente ne seguirà un terzo dopodiché conclusa la trilogia “sassolese”  ha in progetto di ambientare i suoi romanzi in Venezuela.
Ha nel cassetto vari altri progetti tra cui una raccolta di racconti brevi con alcuni dei quali nel 2012 intende partecipare al “premio letterario città di Sassuolo”, così come un romanzo/autobiografia sul Venezuela, corredato di foto tratte dalla sua esperienza personale in Venezuela. Una maniera per spiegare il Venezuela attraverso l’impatto delle foto e i racconti che le accompagnano, il tutto in veste umoristica con paragoni con l’Italia.

mercoledì 18 aprile 2012

UNA SECONDA OCCASIONE di Sabrina Grementieri





PRESENTAZIONE a cura di Piera Rossotti (EEE):

A volte, la vita offre una seconda occasione per amare, per essere felici: basta crederci e non avere paura, anche se non mancano mai gli ostacoli.
Greta, una giovane donna ventottenne, esce da un’esperienza dolorosa che continua a portarsi nel cuore, tuttavia non si lascia abbattere: lavora per non rinunciare alla casa dei suoi sogni, fa progetti professionali, per mettere a frutto la sua laurea in psicologia e, al contempo, la sua passione per i cavalli, ed aspetta la sua seconda occasione.
Anche Ian, un noto attore, ormai over 50, cerca una nuova possibilità, dopo la morte della moglie e una vita con pochi punti di riferimento, ma soprattutto vuole ricostruire il rapporto con Kevin, il figlio adolescente.
I rapporti umani, però, non sono mai facili, e la vita à piena di insidie.
Con stile leggero e piacevole, questo romanzo, ambientato in Maremma, affronta temi di grande rilievo, come il rapporto genitori-figli e tra persone di età diversa, il confronto tra diversi stili e visioni della vita e, in definitiva, il significato della parola “amore” nel senso più ampio e completo del termine.



BIOGRAFIA: Sono nata a Imola 40 anni fa. Mi sono diplomata in lingue e laureata in scienze politiche ind.internazionale. Ho studiato un anno in Germania con una borsa di studio, e lì sono tornata per preparare la tesi sui campi di concentramento.
Non ho mai avuto le idee chiare su cosa fare da grande: quando mi sono iscritta a lingue volevo entrare in diplomazia, poi ho scoperto che sono caratterialmente tutto fuorché diplomatica, ed ho lasciato perdere. Ho fatto mille lavori, dalla campagna al commerciale estero, dall'operaia alla negoziante (ho avuto per otto anni un negozio di articoli di artigianato estero e complementi d’arredo, ed è il lavoro che mi è durato di più!). Nel frattempo sono diventata moglie e madre e ancora, come direbbe mia madre, non ho messo la testa a posto.
Tre però sono le costanti che mi hanno accompagnato in tutti questi anni: la mia passione per i viaggi, per la lettura e per la scrittura. Ho un armadio pieno di agende scritte a matita con racconti iniziati e spesso non finiti, che ora riguardo col timore che la matita pian piano si scolorisca.
Durante l’ultimo mese della mia seconda gravidanza, costretta al riposo dalle mie dimensioni, ho cercato l’evasione nella scrittura, ed è nato questo libro.

giovedì 12 aprile 2012

UN MONDO DUE DONNE di Alessia Massimiliano



Giada e Giulia sono due donne che per strani casi della vita si ritrovano ad amarsi. Ma non è questo il protagonista del libro. La storia potrebbe svolgersi tranquillamente tra due uomini, o più semplicemente un uomo ed una donna. Nella catena di relazioni che si intessono durante la nostra esistenza, i giochi psicologici, i traumi, gli scambi di sentimentali sono gli stessi, indipendentemente dal sesso della persona amata o desiderata. Del resto non si inventa mai niente nella storia; è tutto già accaduto e di conseguenza accadrà di nuovo. Semplicemente si riscrivono copioni e si fondono -confondono sessualità. Questo libro ha una visione minimale, lucida ed a volte pessimistica di questa società ormai in caduta libera; la cosa più particolare di questo scritto è la profonda ispezione delle emozioni incerte e combattute in cui si imbatte la razza umana, dal rapporto genitoriale a quello di coppia. Questa è la storia di due donne completamente diverse, per cultura, passato e presente, che però sembrano diventare quasi uguali, o meglio ancora l’uno lo specchio dell’altra. Il leitmotiv del libro è un’osservazione dettagliata della questione amorosa, con le sue varie sfaccettature e questioni spinose, irrisolte ed a volte incomprensibili. Attraverso la storia di due persone che si amano nella loro personalissima maniera, giusta o sbagliata che possa sembrare agli occhi del lettore, si raccontano i rapporti che si possono creare tra le persone, ma soprattutto i cambiamenti interiori profondi che ci ‘obbligano’ a fare certi incontri.
Tanto è stato scritto ma poco si è capito sulla questione amorosa.
E’ vero che l’amore esiste od è solo la nostra proiezione? L’amore finisce oppure si trasforma in un rapporto diverso, magari migliore? Tante domande sulla questione più spinosa per il genere umano, a cui le donne protagoniste del libro cercano involontariamente di dare una loro personale e passionale risposta.






martedì 20 marzo 2012

"OTTO MINUTI A MEZZANOTTE" di Fabio Monteduro




  Un gruppo di ragazzi annoiati decide di affrontare una prova di coraggio: chi entrerà nella casa abbandonata sulla collina, la famigerata Villa Braschi, diventerà capo della banda per tutta l'estate. Uno di loro accetta la sfida e nella villa troverà un quadro orribile, il ritratto di Sabine la maledetta, che cambierà per sempre l'esistenza di tutti loro. Questo è: Antinomia.
 Un pazzo pericoloso che uccide senza senso... ha già assassinato cinque innocenti... chi sarà il prossimo? Questo è: La sesta vittima.
 Perché nessuno è mai entrato in quella casa? Qualcuno dovrà farlo... prima o poi. Questo è: Delirio.
 Una chiesa dalle finestre murate, un convento di suore dalla dubbia reputazione, un uomo che ha dimenticato il proprio terribile passato. A volte le porte si chiudono perche nessuno entri... altre perché nessuno esca. Questo è: So chi sei.
 Cosa sei disposto a fare per esaudire il tuo più grande desiderio? Chi può portarti dove nessun altro può? Il diavolo, forse? Ma attento a ciò che chiedi ed attento a ciò che lui chiederà a te. Questo è: Il signore degli inganni.
  La reputazione del tuo datore di lavoro ha superato la fantasia stessa. Egli è un uomo dai desideri irrefrenabili che, di tanto in tanto, dà una festa inaccessibile a tutti... quasi a tutti. Questo è: La grande festa del boss.
 Un pericoloso serial killer che trucida solo bellissime ragazze? O è veramente la mano destra di Dio, incaricato di eliminare "le serve del demonio"? La verità è sempre un passo oltre. Questo è: Sangue Straniero.
 Una leggenda metropolitana raccontata con garbo, ma con il ghiaccio che scorre sottopelle... questo è: La cravatta del festeggiato.
 Quadri maledetti, case abbandonate, fantasmi e demoni che non danno scampo... e ancora, pericolosi serial killer e luoghi da cui è meglio stare alla larga.
Tutto questo ed altro ancora è "Otto Minuti a Mezzanotte".
Otto storie da incubo, una per ogni minuto che ci separa dalla mezzanotte, quando non è più oggi e non ancora domani.




venerdì 24 febbraio 2012

13 MAGGIO di Raffaella Nassisi


(cartaceo)



(e-book)

(in collaborazione con Evolutive Press)


(PRESENTAZIONE 3 MARZO, MILANO, SCIAPO' DI VIA BORSIERI)


INCIPIT: 

Può un mese cambiare la vita di una persona?
A me è successo.
L’estate scorsa ho iniziato a lavorare per una piccola emittente televisiva. Dovevo vendere spazi pubblicitari.
Vendere è una delle cose che mi riesce meglio. Non è un’abilità, non c’è niente che possa insegnartelo, per cui, non è un merito. Si tratta di una dote innata. C’è chi è portato e chi no.
Eccomi qui a vendere sogni, a creare idee, a scrivere testi che saranno letti più o meno bene da altri, sperando che trasmettano l’intonazione giusta, quella che gironzola nella mia mente, per creare la necessità in chi ascolta.
Le persone non comprano perché hanno bisogno ma perché qualcuno come me crea in loro la necessità.
I primi mesi sono stati durissimi.
Ho sempre venduto di tutto, dal famoso Folletto” alle cremine svizzere che guariscono da tutti i mali del mondo e ti circondano di profumi talmente buoni che ne diventi dipendente.
La televisione non è una cremina, non la tocchi.
Mi sono ritrovata a vendere aria.
Alla fine vendevo me stessa, creavo un’illusione talmente bella, per ogni possibile cliente, che acquistava spazi affinché il loro sogno fosse visto in tutta Lombardia e Piemonte.
A settembre, dopo un’estate un po’ pesante, mi prende il sacro fuoco, quella forza che cresce violenta dentro, nella pancia, e che mi spinge a voler fare sempre di più e meglio, a credere e inventare qualcosa di nuovo.
Ho la necessità quasi fisica di creare tanti sogni per gli altri. Realizzare qualcosa per il prossimo mi è sempre sembrato più nobile che non farlo per me.
Bugia.
È sempre stato solo più facile.
Adoperarsi per se stessi è un’impresa titanica, implica sforzi emotivi imponenti e ci sono momenti in cui a me sono mancate le forze, quelli in cui il solo stare al mondo era già un’impresa.
Dicevo che era stata un’estate pesante, in realtà, chi mi conosce, sa perfettamente che la mia vita è da sempre una guerra, impari, contro il destino. Sembro designata a combattere sempre e comunque... una Lady Marion dei tempi moderni, un Don Quijote in jeans, una moderna Giovanna D’Arco.
Ci sono persone che nascono fortunate e a cui tutto riesce semplice, immediato.
A me no.
Attenzione, ho trentaquattro anni e, per quello che ho vissuto e come, ho già riempito almeno tre vite.
Devo mordere la vita, andare fino in fondo, annegare, annaspare e tornare a respirare.
Sarà perché sono dello Scorpione? Non lo so, ma mi piace crederlo!
Se soffro, mi devasto e mi crogiolo nel mio dolore.
Se sono felice, sono una mina impazzita nell’universo.
Sono uno tsunami sulla mia vita e su quella degli altri.
Nel bene e nel male.
Anni fa ricordo c’era una pubblicità delle “Superga”, le scarpe da ginnastica più tossiche dell’universo, recitava così:
”o le ami, o le odi”.
Questa sono io. Mi ami o mi odi, amo oppure odio. L’indifferenza non mi appartiene.


“Metto passione in tutto ciò che faccio, sono io, è il mio modo di vivere, giusto? Sbagliato? Non lo so, ma è l’unico modo che ho.”
Questa è Giulia, un po’ don Chisciotte in jeans, un po’ Peter Pan, 158 centimetri di concentrato di trentenne inquieta dell’hinterland milanese, piena di voglia di mordere la vita e che ancora non ha capito cosa vorrà fare da grande, nonostante sia già madre di un bambino di otto anni, che sta allevando da sola.
Dopo l’ennesima storia sbagliata, che le ha procurato infelicità, solitudine e attacchi di panico, Giulia smette di mentire a se stessa: se si sta male, non è amore, non può esserlo. L’amore fa star bene, ti fa sentire le bollicine della felicità, come se ti stappassero una lattina di Schweppes direttamente nel cervello.
Un po’ svitata, “vergognosamente spontanea”, Giulia non si dà per vinta: dalla vita vuole la favola. Ci sarà pure un principe azzurro anche per lei! Intanto, si arrabatta come può, corre da un lavoro all’altro, coccola il figlio, si districa nel traffico delle ore di punta, digita frenetici messaggini al cellulare, si ostina a portare tacchi da 12 centimetri anche quando è insano farlo (ad esempio, per fare sopralluoghi sui tetti, nel tentativo di vendere impianti fotovoltaici).
Quando si è aperti alla vita, generosi come Giulia, l’amore arriva. Forse, non senza qualche problema, anzi. Ma arriva di sicuro.
 Raffaella Nassisi, con Tredici maggio, ci regala un rosa scoppiettante, moderno, punteggiato da tonnellate di SMS, ironico, scritto con un linguaggio attuale, per raccontarci una storia di oggi ma anche, come sempre quando si parla d’amore, una storia senza tempo.
(Piera Rossotti di Edizioni Esordienti e-book)


BIOGRAFIA: Raffaella Nassisi, milanese, è più o meno coetanea della protagonista del suo romanzo. Da sempre ama leggere e scrivere, e per lungo tempo ha fatto gare di salto ostacoli a cavallo. Ha conseguito la maturità scientifica e si è iscritta a Psicologia all'Università di Parma ma, dopo un paio d'anni di frequenza e di esami, ha capito che non avrebbe mai potuto sopportare i drammi altrui..