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venerdì 24 agosto 2012

RECENSIONE DE "Il cavaliere d'Africa" di Ilaria Goffredo




Leggendo la biografia della scrittrice Ilaria Goffredo si può già ben comprendere quanto questo suo romanzo sia particolarmente intenso e vissuto. Ma facciamo un passo indietro.

Selene, studentessa di Martina Franca, grazie ai suoi studi e al progetto Compagni di Malindi, si trova a poter trascorrere quindici giorni in Kenya, presso l'istituto Saint Francis Xavier, dove lavorerà come volontaria ed insegnante d'italiano. Qui incontrerà Edward, giovane professore, del quale si innamorerà perdutamente e dal quale sarà anche profondamente ricambiata. Le giornate di Selene saranno dunque scandite da lezioni, amicizie, amori e anche dissapori in una terra lontana da casa che lei saprà amare come sua. Lascio la scoperta della trama al lettore, sottolineando però l'intensità della vita quotidiana della protagonista tra giochi e risate ed attimi invece molto più riflessivi, in cui lei stessa comprenderà le fortune della sua vita in Italia, tornando nel suo paese profondamente cambiata.

"Il cavaliere d'Africa" non è però solo una storia d'amore ma una vera e propria descrizione del Kenya, della sua cultura, delle sue tradizioni e - ahimè - della sua povertà. E' un romanzo ricco di descrizioni particolareggiate che riescono a trasportare il lettore nei posti descritti e soprattutto lo rendono partecipe: leggendo il libro mi sono infatti soffermata più volte sulle descrizioni di strade, edifici, mercati e spiagge, rendendomi conto per prima della grande differenza tra la povertà della popolazione e la ricchezza dei grandi proprietari data dal turismo. Effettivamente considerando il romanzo nel suo complesso ho considerato la storia d'amore tra Selene ed Edward come secondaria, nonostante venga descritta pienamente e nonostante sia sempre spunto di riflessioni proprio perché in molte parti riproduce le differenze tra la cultura e il paese kenyota e quello italiano.

Alcune descrizioni, che non ho trovato fondamentali, possono forse distrarre il lettore ma credo siano specchio preciso dell'importanza di questo viaggio per l'autrice che ha voluto riportare su carta ogni attimo della sua esperienza. Particolarmente graditi i dialoghi contenenti parole in inglese e soprattutto in swahili sia per calarsi meglio nella storia sia per conoscere anche solo alcune parole di una lingua così poco conosciuta eppure così affascinante.

Il libro è acquistabile sia in versione e-book sia in versione cartacea in tutti i bookstore.






lunedì 23 luglio 2012

NEWS

I'm really busy.

Sono occupata.

Non poco ma sono felice. Credo questo sia fondamentale.

Ho scoperto un mondo.

Fino a poco fa ero una delle tante scrittrici che cercava di emergere nel mondo editoriale. In effetti lo sono tuttora e continuo a pensare di non essere una scrittrice fino a quando non sono gli altri a definirmi tale. Gli altri, i lettori.

Come alcuni avranno avuto modo di notare non riesco ad aggiornare molto questo blog ma cercherò di farlo comunque più spesso: collaboro con la CE Libro Aperto Edizioni e tendo ad usare il tempo a disposizione per questo. E' un progetto in cui credo molto perché per la prima volta ho visto nel mondo editoriale la vera serietà. Spesso, anche oggi, ho avuto modo di confrontarmi con autori emergenti e non, scoprendo quanti truffatori si nascondano dietro ai sorrisi: io sono stata fortunata, e forse ho agito al meglio informandomi personalmente e non "per sentito dire", approdando in una CE free, ovvero gratuita. Molti purtroppo non ci credono e io sinceramente non sono nessuno per chiedere la fiducia altrui ma non sono l'unica a poterlo testimoniare.

Intorno a me vedo tante CE a pagamento, tante CE a doppio binario e pochissime CE realmente gratuite. Sottolineo che non ho nulla contro chi sceglie di pubblicare a pagamento e non ho niente contro le CE che chiedono soldi, quando sono serie ed effettivamente investono i soldi nell'autore, altrimenti basterebbe pagare una qualsiasi tipografia e spesso costerebbe meno. Intorno a me purtroppo vedo anche tante CE che in un modo o nell'altro truffano i propri autori che spesso tacciono per non ritrovarsi in situazioni spiacevoli e via dicendo, andando proprio così ad aiutare i loro stessi truffatori.

Ho trovato in questo mucchio, fortunatamente, una casa editrice seria e professionale che realmente crede nei propri autori e nelle loro opere e che certo potrà anche non essere apprezzata perché qualcuno potrà non essere selezionato. Oggi, dopo questa lunga introduzione, sono felice di poter presentare le prime collaborazioni della Casa Editrice Libro Aperto Edizioni con il blog Tutto Letto dalla scrivania di Jack, il blog   The magical world of books e la rivista Art in Time.

LIBRO APERTO EDIZIONI

SITO ANTONELLA SENESE

BLOG RIVISTA LIBRO APERTO

SITO PROMOZIONE

venerdì 8 giugno 2012

TREGUA NELL'AMBRA di Ilaria Goffredo

TRAMA: 

Martina Franca, 1943. Mentre la guerra infuria la giovane Elisa incontra Alec, un ragazzo bellissimo e dallo strano accento. Lo frequenta di nascosto e se ne innamora proprio quando egli è costretto ad andarsene per un motivo che non può rivelarle. Da quel momento la vita di Elisa cambierà per sempre: conoscerà le attività della Resistenza e gli orrori dei lager. Il destino muoverà le fila di un amore passionale e disperato, travolto dal flusso della grande storia. Fino all'inaspettato epilogo.




Invito inoltre tutti a visitare il blog dell'autrice in cui potrete trovare informazioni e le pubblicazioni precedenti.


domenica 3 giugno 2012

RECENSIONE di "Quattro racconti..quattro" di Anna Cibotti


Un libro breve, intenso e di facile lettura che contiene al suo interno quattro racconti: "L'artista", "Fiori finti", "Il viaggiatore" e "L'ultimo autunno". Quattro storie e quattro personaggi che seppur apparentemente differenti si intrecciano nei destini: già, il destino che ci attende al varco e dal quale non possiamo fuggire ma un destino che nei quattro racconti si svela in maniere completamente diverse. Oscar, Nadia, Eleonora e il viaggiatore potremmo essere noi, nelle nostre vite semplici o meno e nelle nostre scelte razionali e non che possono talvolta portarci lungo strade differenti da quelle attese o completamente inaspettate.
Un libro che mi ha piacevolmente sorpresa, anche per l'originalità dei racconti che contengono al loro interno una morale per il lettore, spesso utilizzata nei racconti scritti in passato ma difficilmente riscontrabile nei libri e nei racconti moderni. I quattro racconti mi sono piaciuti quasi in egual modo, variando dal giallo al paranormale, ma tra tutti "Il viaggiatore" è quello che più mi ha colpita e anche emozionata, in una sensazione angosciosa, ricordandomi inoltre "L'ascesa al monte Ventoso" di Petrarca.



venerdì 1 giugno 2012

RIVISTA LETTERARIA LIBRO APERTO Numero Giugno



All'interno novità letterarie e dibattiti sul mondo dell'editoria, nonché interviste e recensioni ad autori.
E' possibile inoltre partecipare al sondaggio mensile, vincendo così la possibilità di apparire sulla rivista.
Concorsi, giveaway e possibilità di vincere e-book.

Per ulteriori informazioni contattare la mail ufficiostampa.libroaperto@gmail.com

mercoledì 30 maggio 2012

DONNE: COME SOPRAVVIVERE di Adriana Pasetto

Già, eccomi qui con il mio secondo libro. Già, sono io a gestire questo blog. Il mio primo libro è uscito ad Ottobre e a pochi mesi di distanza ho avuto la fortuna di trovare una casa editrice free, la Libro Aperto Edizioni, che ha deciso di editare il mio secondo manoscritto. Molto diverso dal primo, riflessivo e introspettivo.

"Donne: come sopravvivere." è un libro ironico e sarcastico, una sorta di manuale alla sopravvivenza nel rapporto di coppia con una donna. Realtà? Fantasia? Entrambe le cose. Alcune certamente surreali, altre certamente fin troppo vicine alla realtà dei fatti. Il mio scopo, quando ho iniziato a scriverlo, era far sorridere donne e uomini, perchè in ognuno di noi esistono difetti ed esagerazioni che si possono superare o sopportare solamente con una grande risata. Noi donne spesso dovremmo saper ridere di più, di noi stesse.







SINOSSI:

«Le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese.» Questa citazione di Oscar Wilde ci presenta questo manuale di sopravvivenza, una sorta di guida pratica dedicata in verità al mondo maschile che affronta, passaggio dopo passaggio, le varie situazioni in cui normalmente si vengono a trovare le persone di sesso opposto quando interagiscono fra di loro, evidenziando gli errori più comuni che gli uomini sono abituati a commettere quando si trovano difronte alla complessità dell'universo femminile. A partire dall'incontro casuale, in cui scatta la prima scintilla, proseguendo con il primo appuntamento e con i successivi, approdando al fatidico momento in cui le anime pensano di aver trovato la propria gemella, per finire con quelle che sono le classiche idiosincrasie dei rapporti di coppia. In queste pagine vengono sottolineati i difetti di quel mondo femminile che uscendo dalla crisi femminista, si trova a dover affrontare una società in cui viene dato apparentemente più spazio alle donne, più di quanto non sia accaduto in passato. Ma la psicologia femminile, nonostante i cambiamenti e le evoluzioni, resta invariata dinanzi all'incontro con un individuo di sesso maschile. L'impronta squisitamente femminile dell'autrice, per quanto prenda simpaticamente in giro l'uomo vittima delle macchinazioni femminili, in realtà esprime quello che è un viaggio interiore in cui molte donne possono riconoscersi.


lunedì 28 maggio 2012

IL FRUTTO DELLA CORTECCIA di Fabio Fabiano (versione gratuita scaricabile)



Un caso di un omicidio avvenuto in Canada, a Montreal, di un siciliano. Le indagini si spostano in Sicilia dove giungono due poliziotti canadesi, che collaborano con l’Ispettore Di Falco e i suoi collaboratori tra cui Ombra. Una serie di intricate vicende che si collegano con un finale a sorpresa. 

BIOGRAFIA:

Fabio Fabiano nasce ad Agrigento nel 1967. Ripercorrendo le orme paterne, a diciannove anni si arruola nella Polizia di Stato. Nel 1996 consegue la laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Palermo. Lavora alla Sezione Volanti della Polizia di Agrigento e nel ’98 ottiene la specialità per la Polizia Scientifica. Nel 2003 diviene responsabile del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica di Agrigento. Nel 2009, responsabile della squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di P.S. di Porto Empedocle (la Vigata di Andrea Camilleri). Dal 2010 viene assegnato alla Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Agrigento.

Oltre alla vocazione poliziesca si unisce quella radiofonica (da oltre vent’anni conduce come dj un programma musicale su una radio locale) e quella giornalistica (cura da oltre due anni la realizzazione di documentari televisivi per Teleacras).
Nel 2008 ha pubblicato “Il Caso del Morto per fortuna” romanzo poliziesco della serie L’Ispettore di Falco della Collana “Non solo indagini”, lanciata nel 2008 dalla CSA Editrice. Sempre per la stessa serie e Casa editrice, nel 2009 ha pubblicato “Cuore di Gesù” che compendia le sue grandi passioni e le arricchisce delle competenze professionali acquisite nel corso della sua lunga carriera investigativa. La nuova pubblicazione della serie, dal titolo “46909” allarga il campo d’azione dell’investigatore Di Falco in ambiti internazionali.

venerdì 25 maggio 2012

LA STIRPE DI AGORTOS di Elisabeth Gravestone


Elisabeth Gravestone è lo pseudonimo di Alessandra Paoloni


Nell'incontaminata terra dell'Egucron, Agortos, uomo di acuto ingegno e spiccata sensibilità, stringe un patto con la Dea Natura giurando che, sia lui che i suoi discendenti, si impegneranno ad approfondire la conoscenza della parte mistica e magica di quel mondo inesplorato che li circonda.
Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa. Separate da bambine, cresceranno in ambienti totalmente diversi: Airen come serva di Siderin, dispotico e spietato signore dei monti Atrùgeti, Anika nella sua casa natale a contatto con una natura misteriosa e incontaminata. Entrambe però sentiranno ben presto il richiamo di quel giuramento mantenutosi nel tempo, e nonostante le difficoltà e gli ostacoli che troveranno sul loro cammino, adempiranno al volere di Agortos preoccupandosi che le generazioni future mantengano vivo quel voto.





Estratto dal libro:

“.. strinsi un patto con la Natura pregando gli Dei che venisse accettato. Così tutta la mia vita, e quella di coloro nelle cui vene scorrerà il mio sangue, verrà consacrata alla scoperta e alla vigilanza del Potere naturale di cui il mondo è colmo. Non ci sarà uomo o donna che impedirà ai miei discendenti di seguire le mie orme, poiché verranno aiutati dal cielo e dalla terra e da tutto quello che li forma.
Io Agortos, che rinnegai mio padre e la mia famiglia per avventurarmi lungo le vie impervie del mondo, firmai quel giuramento col mio sangue.
La mia stirpe ne verrà coinvolta, riconosceranno i segni poiché essi sono stati già tracciati sulla loro via. Non temeranno di seguirli, e semmai esitassero nel farlo la Natura manderà loro dei messaggeri che li aiuteranno a ritrovare la strada.
Il destino del mondo è nelle nostre mani, s'intreccia con esso e ne dipende. Questo è il più grande mistero che l'uomo abbia mai ignorato.”

mercoledì 23 maggio 2012

SCINTILLA VITALE IN CARTACEO




Dopo il successo dell'e-book, edito dalla Edizioni Esordienti, è finalmente arrivato "Scintilla Vitale" in cartaceo.
Sarà possibile acquistare il libro direttamente dall'autrice, visitando il suo sito qui e prendendo privatamente accordi tramite la sua pagina Facebook ((a questo link) oppure tramite mail (tamil@sigmasas.com).

Un'occasione da non perdere. Un libro da non perdere.

Ricordo inoltre che "Scintilla Vitale" è il primo volume della serie "Cronache dal mondo parallelo", cui fa seguito "Il gioco del demone", e-book edito dalla EEE e acquistabile sul sito della casa editrice stessa.

martedì 8 maggio 2012

RECENSIONE BODY AND SOUL di Paolo Ferruccio Cuniberti

Torino. Anni Settanta. Più precisamente tra il Settantatré è e il Settantaquattro. Guido è un giovane di campagna trasferitosi in città con la classica scusa dell'Università, e questo avviene tutt'ora, ma che di studio non parla più come non parla di lavoro. Un giovane scapestrato si potrebbe dire che in realtà non fa nulla di male se non vivere nel "fancazzismo" più spudorato: caffè e chiacchiere al bar Esperia; qualche incontro e scontro con Lidia, compagna di un tempo; qualche spicciolo guadagnato qua e là. Non per questo Guido manca di valori, idee ed affetti: la famiglia, Lidia, gli amici e i conoscenti del bar, in cui spesso si disperde in filosofeggianti discorsi sulle verità della vita.
Uno stile di vita, in fondo, che si è perso nei tempi, fortunatamente o purtroppo. Perchè Torino era una città che viveva intorno alla Fiat e a poco altro; una città che alle undici dormiva profondamente; una città in parte diversa da oggi ma che in parte risentiva di una stessa crisi tutt'ora riscontrabile.
Sullo sfondo cittadino appare la figura di Guido, talvolta nostalgico del tempo passato, talvolta critico verso lo stesso, eppure sempre portatore sano di un velato romanticismo nei confronti della vita stessa. Guido non è infelice della sua vita, anzi, e tanto meno è succube di una realtà indesiderata; Guido sa sognare, sa inventarsi la vita e le giornate, e proprio quando anche lui deciderà di "mettere la testa a posto" trovando un lavoro onesto rimarrà vittima del raggiro di altri.
Un romanzo prezioso, oserei definirlo, capace di trasportare il lettore nel contesto narrato e di lasciarlo, al termine, nostalgico e con un amico come Guido in più. Un romanzo da leggere obbligatoriamente

venerdì 4 maggio 2012

CONIUGAZIONE SINGOLARE di Meth Sambiase

Bisogna essere vergini nell'avvicinarsi alla poesia. Bisogna essere candidi e vestiti di bianco per non sciuparla, rovinarla.
Così le parole, le mie, andranno forse ad intaccare una raccolta poetica sublime.

La poesia non può essere scritta da chiunque ma può essere letta e assaporata da tutti.

Componimenti in versi liberi, suddivisi principalmente in due parti: la prima di introspezione e la seconda di visione degli "altri". Una visione di se stessa tormentata e consapevole, con una capacità a volte dolorosa nel sapersi guardare dentro; passionale e cruenta, nel saper donare non solo il proprio corpo al dio amante. Una visione del "resto", del mondo esterno, disillusa e per questo incredibilmente reale nella narrazione degli angoli più bui dell'umanità, in cui si è persa ogni minima sacralità.

Un richiamo, continuo, alla Madre Terra, alla natura, intesa come primordialità, sia essa acqua o sia essa tra i seni di una madre. Una ricerca accurata nell'uso delle parole, nei riferimenti e nei richiami ad una storia precedente, lontana ormai da molti di noi. Un susseguirsi di parole che, talvolta leggiadre talvolta pesanti, sotto i nostri occhi si trasformano in forma.

Una conclusione, in dedica, al padre.

Questa è Poesia.

La silloge ha vinto il premio "La Vela D'Oro 2011" nell'ambito del Festival "Woman in art" vincendo così la pubblicazione.


INTERVISTA A STELLA ADA ROSSETTI (scrittrice e blogger)


1.       Stella Ada Rossetti, autrice de “Il quaderno dei ricordi” e blogger. Recentemente hai dato anche vita ad una trasmissione radio. Parlaci di questa tua idea.
Ciao, innanzitutto grazie della opportunità che mi hai concesso di parlare di me e del magazine che ho lanciato un mese fa a cui ho dato il nome di Stella Magazine. Da emergente nell’arco di qualche mese ho capito che se io da scrittrice non mi sarei fatta venire in testa una idea per farmi conoscere non sarei andata da nessuna parte. Il magazine nasce però anche perché da grafica pubblicitaria mi permette di continuare a utilizzare professionalmente i programmi gi grafica che mi hanno accompagnata durante l’adolescenza. Stella perché è così che io mi chiamo. E’ vero anche che ho deciso di fondare una stazione radio sul web che va in onda una sola volta a settimana. Il motivo è semplice, io amo mettermi sempre alla prova con nuove e difficili sfide. Questa per me è difficilissima perché in questo modo potrò sconfiggere il mio più grande difetto. La timidezza.

2.       Sul tuo blog (http://magazinestellaadarossetti.blogspot.it/) , che personalmente trovo molto giovane e fresco, si nota la tua volontà di lanciarti in nuove esperienze, lasciando anche spazio ad altri autori e autrici emergenti. Secondo te, quali difficoltà si trovano in quest’ambiente?
Emergente uguale sconosciuto. Questa è la vera e unica difficoltà che noi giovani autori ci troviamo a far fronte tutti i giorni. Per farci conoscere dobbiamo essere disposti a tutto e la cosa più difficile da fare è cominciare ma soprattutto trovare un team qualificato che non si tiri indietro mai e che abbia voglia di lavorare sodo.

3.       Molti scrittori emergenti si dedicano poi a blog, siti e riviste. Parlaci della tua passione per la scrittura e delle tue idee riguardo alle promozioni possibili.
Devi sapere che a differenza di molte altre riviste, Stella magazine è completamente gratuita. Adesso ti racconto la vera ragione che mi ha spinto a crearla. Una mattina aprendo la mia posta elettronica ho letto una e-mail da parte di un autore che mi invitava a visionare la sua rivista online che poteva essere scaricata gratuitamente online. Inoltre, mi chiedeva che se avessi desiderato un articolo che parlasse di me e del mio libro avrei dovuto pagare una specifica somma di denaro. Io, non riuscivo a capacitarmene perché non ritengo giusto che si paghi per un servizio del genere vista poi la diffusione del file. GRATIS viene letta e quindi  GRATIS  dovrebbe essere per chiunque voglia comparire su un magazine. La rivista mi sta aiutando a farmi conoscere, questo è il mio unico e reale obiettivo.

4.       Tornando a parlare del tuo libro, descrivici in tre parole il tuo manoscritto “Il quaderno dei ricordi”.
Questa è la domanda più difficile che mi sia stata fatta fino ad oggi in riguardo al mio libro. Tre parole? ( commovente, passionale e istruttivo )

5.       Personalmente credo che uno scrittore, o colui che sogna d’esserlo, debba anche conoscere un suo limite, sia nello stile sia nel genere. Come potresti elencare pregi e difetti della tua opera?
Io sono sempre stata molto sincera,  quindi conosco tutti i miei limiti. Il primo in assoluto è che purtroppo so perfettamente che la grammatica lascia un po’ a desiderare però a questo compensa la mia fantasia ma soprattutto il coraggio nel saperlo accettare e anche il fatto che la casa editrice non abbia corretto neanche uno degli errori che io gli ho segnalato. Un altro difetto forse è che mi sono lasciata prendere un po’ la mano ed è per questo che molti credono che la storia che ho raccontato sia autobiografica. Non credo invece che io da autrice del romanzo abbia il diritto di elencare i pregi della mia opera perché è il compito che spetta a chi lo legge perché io sarei di parte e quindi lo lascio fare ai lettori.

6.       Cosa vorresti ancora migliorare nella tua rivista e nelle tue trasmissioni radiofoniche? Lascia ai lettori tutti i link in cui è possibile seguirti.
Voglio migliorare tante di quelle cose che tu non puoi neanche immaginare. Tante idee mi passano per la testa che ho intenzione di sviluppare, una delle tante però è la grafica del blog, del canale youtube e del forum ufficiale della rivista.

Canale youtube: http://www.youtube.com/user/MagazineStella?feature=mhee dove è possibile riascoltare le dirette radiofoniche.

7.       I progetti futuri di Stella?
I miei progetti futuri sono molti ma se ve li rivelo non si avverano quindi preferisco tenermeli per me!

giovedì 3 maggio 2012

NUOVE USCITE LIBRO APERTO EDIZIONI (prenotabili, stay tuned)

Tra le nuove uscite edite dalla Libro Aperto Edizioni troviamo "Tutti i colori della vita" di Alessandra Alonzi. Inserito nella collana Jane Austen, è un libro di narrativa femminile e per giovani. Rebecca, la protagonista, è infatti una giovane donna che ha realizzato tutti i suoi sogni ma si troverà a dover fare i conti con la realtà proprio quando penserà di avere il mondo ai suoi piedi. Riuscirà a trovare in sè la forza? O quando avrà nuovamente imparato ad assaporare la vita in tutte le sue sfumature, gli eventi la metteranno di nuovo a dura prova?

Acquistabile in formato cartaceo o in formato e-book.







Sempre di prossima uscita "Le parole che restano" di Antonella Senese.
Chiara, che vive a Napoli con il padre e il fratello, fatica ad entrare in contatto con i coetanei e, globalmente, con la vita. Sente la mancanza della madre, morta quando lei ancora era una bambina e affida i suoi pensieri ai diari: sfugge così a Dublino, scappando dal suo passato, e riesce finalmente a costruire una vita incontrando Simone.
E proprio quando la sua vita sta incominciando, Chiara dovrà tornare a fare i conti con il passato e con i suoi demoni..

Acquistabile in formato cartaceo e in formato e-book.






mercoledì 2 maggio 2012

Recensione di UNA SECONDA OCCASIONE di Sabrina Grementieri

Una storia apparentemente semplice: Greta, infaticabile lavoratrice in un maneggio e appassionata di cavalli, dopo una relazione conclusa nel peggiore dei modi e sommersa dai debiti, ritrova l'amore in Ian, seducente e famoso attore che si trova in Toscana per un periodo di vacanza insieme al figlio, Kevin.

Nulla di più complicato, in realtà. Greta conduce una vita senza svaghi, tuffandosi nel suo doppio lavoro come cameriera per pagare un mutuo che il suo compagno le ha lasciato dopo essere sparito nel nulla; Ian, dopo una vita di mondanità ed evasione, ben lontano dalle responsabilità familiari in quanto padre e marito, fugge con un figlio arrabbiato e con la speranza di poter recuperare un rapporto con lui. La storia si intreccia così, non solo tra amori velati e non, tra passioni e gelosie vissute o nascoste, ma anche attraverso la riabilitazione emotiva dei personaggi: Greta insicura e ancora dolorante; Ian incapace di controllare i propri sensi di colpa; Kevin combattuto tra la rabbia e la volontà di dare fiducia al padre. In un contesto paesaggistico di grande suggestione, l'autrice si dimostra anche abile nel descrivere la tecnica dell'ippoterapia, pratica che vede ad ora sorgere in Italia i primi piccoli centri, ma personalmente molto apprezzata proprio per l'utilità.

Una trama quindi molto più complessa di quella che si potrebbe immaginare per un libro rosa, che rappresenta comunque una storia d'amore, con dei personaggi ben descritti soprattutto dal punto di vista psicologico e con dialoghi tanto lunghi quanto ben esposti dall'autrice.

martedì 1 maggio 2012

DELITTI IN SECCHIA di Alessandro Collioli (e la sua storia)


"Ho lasciato l’Italia il 22 febbraio 2007. Una decisione presa quasi d’impeto.
Più precisamente ho lasciato Sassuolo, piccola cittadina industriale ai piedi dell’appennino modenese, dove sempre avevo vissuto: esattamente 34 anni.
La scuola, gli amici, tutta la mia vita si era svolta li. Dalle elementari all’università. Poi il lavoro, prima come funzionario commerciale in vari settori poi, alla fine, quello che sembrava il sogno di una vita: investigatore privato. La cosa migliore che pensavo potesse capitarmi!
Fino a  quel giorno che dissi a me stesso e a mia madre: vado via, in Venezuela!
Lasciai la famiglia, gli amici e gli affetti, i ricordi i dolori, il passato!
Non era un addio ma un arrivederci: non sapevo a quando, ma lo sapevo!
Solo adesso, dopo quasi 5 anni da emigrante mi rendo conto che forse quella decisione la stavo maturando dentro da anni, inconsciamente. Mancava solo l’occasione, il pretesto, la scusa… non ho scelto una meta ne un posto specifico… mi ha scelto lei.
Roraima, ragazza italo venezuelana di cui mi innamorai e alla quale feci la proposta di portarmi con se’, come una sorta di souvenir della “sua” cara e amata Italia.
Ed eccomi qui a Mérida, citta a 1600 metri sulle Ande venezuelane dove la vita scorre con ritmi e tempi differenti e dove intanto Roraima è diventata mia moglie.
Forse stavo scappando forse inseguivo ancora il sogno di un adolescente, di tanti, che voleva andare via verso spiagge e paradisi immaginari e poco probabili, esistenti solo nella sua fantasia appunto.
Qualcosa è cambiato. Qualcosa si è mosso dentro di me. Ho trovato o, meglio, ritrovato, qualcosa che avevo perso o forse non sapevo nemmeno di avere.
Dal nulla, con Roraima, abbiamo iniziato un attività: confezione di abbigliamento per bambine. Il suo sogno, lei che aveva studiato come stilista in Italia voleva realizzare il sogno di avere una propria marca di abbigliamento
Mi sono buttato in un sogno non mio e lungo il cammino, mentre i vestiti e la fabbrichetta prendevano forma e crescevano ho trovato me stesso e la mia identità che avevo perduto per i condizionamenti e le abitudini, gli sbagli e i rancori, il passato e i ricordi a cui per troppo tempo ero rimasto legato.
Sono cresciuto insieme al mio spagnolo e alla fabbrica. Adesso i nostri vestiti e la nostra marca, Cuore alma italiana pasion latina, si vendono in tutta Venezuela e grazie a Dio posso dedicarmi alle mie passioni, scoperte e ritrovate in questi anni.
Quando sono partito non sapevo che stavo scappando e non sapevo che stavo cercando qualcosa, volevo solo cambiare.
Il tempo mi ha dato la consapevolezza che scappavo dal passato, dai ricordi, dagli errori e dai legami, da momenti burrascosi e difficili; e che cercavo la libertà, nel senso dell’essere liberamente me stesso, senza condizionamenti, senza influenze, senza retaggi di un passato troppo pesante da sopportare, di una vita che non si adattava a me che, del resto, non mi adattavo a lei.
Nel 2007 mi ero dato un tempo limite, come una data di scadenza: 10 anni poi sarei tornato in Italia. Consideravo questo un trasloco non definitivo, a termine… adesso non lo so. Forse il viaggio non è ancora finito o piuttosto è appena iniziato. Adesso guardare all’Italia e al suo stile di vita, con i suoi problemi veri o presunti mi fa tremare, un ritorno definitivo a quello stile di vita ad una perenne crisi a costanti ricambi e rinnovamenti veri o inventati e da scartare. L’Italia la vedo adesso come una donna bellissima ma troppo capricciosa per poterci convivere.
In Italia torno e tornerò: è la mia meta di vacanza. Quando gli italiani se ne vanno alla ricerca di posti esotici e improbabili avventure io torno alla cara e vecchia Italia. Gli amici e la famiglia sono sempre nei miei pensieri.
Mi mancano, certo, ma ho imparato l’importanza del tempo; non il tempo così come lo intendiamo in Italia: il tempo che è denaro, il tempo che fa sempre correre in una frenesia di andare e venire, di essere sempre in ritardo, nulla di tutto ciò.
Non è un tempo inteso in termini di quantità ma di qualità. Ai miei amici e ai miei cari cerco di dare tempo di qualità quando torno in Italia.
La prima volta sono rientrato dopo quasi tre anni e avevo paura!
Mille paure a dire la verità: paura di non potermi staccare di nuovo, paura di dire arrivederci, paura di vedere piangere ancora mia madre, paura di rendermi conto che avevo fatto la scelta sbagliata, paura di rivedere persone e volti, paura di non avere la forza per proseguire e portare avanti una scelta…
Ed effettivamente è stato difficile salutare tutti la seconda volta. Non sopporto gli addii nemmeno se momentanei…
Ma tornerò sicuro e forte. L’Italia e tutto ciò che significa, la carica emozionale che mi lega alla mia terra e più’  forte di ogni paura o timore.
In Venezuela ho trovato me stesso, ho imparato ad amare me stesso e l’Italia a scoprire quanto significhi l’uno e l’altra cosa.
C’è chi dice che si apprezzano le cose belle solo quando si sono perdute… è un po’ così che funziona e che mi sento. Bisogna lasciare le radici per apprezzarle, uscire dal guscio per capirne l’importanza. Abbandonare un idea di se stessi, per capirsi e ritrovarsi.
Mi sono ritrovato più forte, più sicuro. Mi voglio bene. Ed era ora.
Non credo sia importante il posto dove sono o dove sarò. Nel mio caso l’importante è stato andare via. Non rinnego nulla di ciò che ho vissuto ma sento e so che era necessario. Non mi sono mai pentito, nemmeno per un secondo, della mia scelta. Potrà apparire una scelta egoista per chi rimane ad aspettare, per chi sente la mia mancanza, ma so che chi mi vuole bene davvero capisce e vede che l’Alle di adesso è migliore.
Adesso posso offrire di più’ ai miei cari!  Anche da lontano.
Questo posto confusionario, disordinato, senza regole ne’ orari per assurdo mi ha ridato equilibrio. Forse perché, come direbbe qualcuno, anche io sono così incasinato e per questo mi trovo bene qui e mi sono espresso e ambientato al massimo.
Il Venezuela e la sua gente mi hanno insegnato e mi insegneranno ancora moltissimo: la compassione, quella vera; apprezzare ciò che si ha; la tolleranza, la spiritualità; la felicità per le piccole cose (piccole davvero); il sorriso di un bambino e le lacrime di una madre a cui ho regalato la loro prima foto… la povertà e l’umiltà, quelle vere non quelle sentite raccontare a scuola o al telegiornale… e un infinità di altre emozioni e storie che sto cercando di raccogliere in un libro di immagini ed emozioni che forse un giorno vedrà la luce.
Per il momento mi dedico alla scrittura di gialli, la mia passione come l’investigazione e la lettura.
Tra le cose che ho trovato qui c’è appunto l’ispirazione, la calma e  la forza per sedermi e scrivere il libro che avevo dentro da tempo ma che mai avevo nemmeno iniziato.
Il 9 settembre 2011 ha visto la luce Delitti in Secchia, romanzo giallo ambientato a Sassuolo che sta riscuotendo un discreto successo. La prima edizione auto pubblicata in 500 copie sta circolando nella zona di Sassuolo e dintorni. Durante il 2012 verrà pubblicato da Caosfera edizioni a livello nazionale. Prenotabile sul sito www.caosfera.it sezione tensioni, lafeltrinelli.it, ibs o amazon.
Spero di poterne trarre anche un film o un cortometraggio dal momento che mi dedico anche a questo con alcuni studenti universitari della ULA (Universidad de Los Andes) facoltà di cinema recitazione e direzione. Ho partecipato ad alcuni cortometraggi e documentari in veste di attore.
Sto lavorando ad altri due romanzi che spero possano prendere forma rapidamente.
Quanto ad un mio possibile ritorno definitivo in Italia dopo questa mia emigrazione dell’anima... Chissà cosa ha in serbo il futuro?
L’Italia sta vivendo un momento difficile o meglio lo stanno vivendo gli italiani sempre alle prese con tasse, stress, difficoltà economiche e chi più’ ne ha più ne metta. Negli ultimi tempi dopo l’uscita di una mia intervista, tanti italiani mi hanno scritto e mi scrivono da tutte le parti d’Italia per sapere com’è, cosa si sente, quali emozioni e quali paure accompagnano una scelta come la mia.
Tutti, sono stanchi e non ce la fanno più’; da nord a sud, dall’avocato al pensionato, dal muratore all’imprenditore si lamentano, non stanno bene, vogliono qualcosa di nuovo, di diverso, vogliono vivere tranquilli.
Non sono certo in condizione di dare giudizi o consigli, ma da fuori quello che vedo è malcontento, disillusione, perdita di speranze per il futuro…
Ma il cambio deve iniziare da noi stessi. Non è importante vedere la meta basta fare il primo passo e il resto verrà solo. Non serve aspettare che le cose cambino, cambiano prima noi stessi.
Ricordo le parole di mio padre preoccupato e timoroso del fatto che mi trasferissi in un paese con un governo discutibile, “la repubblica delle banane” come diceva lui, lasciando una laurea un lavoro e affrontando per vivere nel terzo mondo. Secondo lui sarebbe stata una rovina.
E con questo non voglio dire che tutti debbano lasciare l’Italia ma solo che a volte è necessario osare e andare contro corrente senza aspettare che qualcuno o qualcosa cambi per noi. Quello che oggi può sembrare assurdo o una pazzia domani potrebbe rivelarsi  la salvezza.
E, in fondo, se le cose vanno davvero tanto male come si dice, cosa c’è poi da perdere?
Il mio racconto e la mia esperienza spero siano di aiuto a tutti coloro che adesso stanno pensando che sia finita che non ci sia più speranza. La speranza è davvero l’ultima a morire! E le barriere e gli ostacoli esistono solo se siamo noi ad erigerle.
Ve lo assicuro! Solo 8 anni fa pensavo che la vita fosse finita e quante cose sono successe…"







In una tranquilla cittadina industriale ai piedi dell’Appennino, sulle sponde del fiume Secchia, vengono trovati due cadaveri di donne in distinti momenti: stessa causa di morte, stessi, strani segni sul seno delle vittime; entrambe sud americane, entrambe nude e senza documenti…
La notizia sconvolge il piccolo paese e il commissariato, tutte le ipotesi sono possibili: un delitto maturato nel mondo della prostituzione o della droga, o forse, nel piccolo paese emiliano è in attività un serial killer come pensa il commissario Bazzi?
Delitti In Secchia è un libro giallo; un classico giallo dove l’intuizione e la lógica sono gli elementi che permettono ai personaggi di risolvere il caso.
Andrea Filippi e Alessandro; poliziotto il primo, detective privato il secondo. Niente scienza ne tecnologia, solo la brillante mente di due giovani alla ricerca della giustizia.
Una donna bellissima che da il la all’investigazione e fa perdere la testa ad Alessandro, molto più istintivo del pacato e razionale Andrea.
Ma Delitti in Secchia è anche la storia di questa gran amicizia fatta di prese in giro e scherzi da parte di due amici che si amano e rispettano a modo loro.
E’ anche autobiografico: Alessandro rappresenta l’autore stesso e Andrea è il suo piu’ caro amico.
In tutto questo, una carrellata di personaggi costituisco l’ambiente che, nella realta’, per tanti anni abbiamo vissuto e condiviso in molti.
Un finale che lascia aperti molti interrogativi su cio’ che e’ giusto e sbagliato e sui limiti della legge.
Nel mezzo scherzi, battute, avventure, personaggi loschi e viaggi esotici.




BIOGRAFIA: Alessandro Collioli nasce il 6 Maggio 1973 a Sassuolo cittadina industriale in provincia di Modena.
Dopo gli studi e la maturità al liceo scientifico ottiene la laurea in Giurisprudenza attualmente parcheggiata in un cassetto.
Svolge il servizio militare presso la polizia di stato dalla quale si congeda nel 2001 con medaglia d’onore per il servizio prestato durante le alluvioni in Lombardia dello stesso anno.
Svolge vari lavori nel settore vendite finche’ nel 2004 dopo un “periodo difficile” decide di prendere in mano le redini della propria vita dedicandosi a quella che sempre è stata la sua passione: l’investigazione!
Lavora due anni come investigatore privato entrando in contatto con varie e particolari realtà italiane. Di questa esperienza v’è traccia nel romanzo.
Nel febbraio 2007, decide per la svolta definitiva della sua vita: si trasferisce in Venezuela, nella città di Mérida dove tutt’ora vive la maggior parte del tempo senza però dimenticare la cara e vecchia Italia.
In Venezuela, con la moglie Roraima, crea dal nulla  una impresa di abbigliamento che al momento attuale vende in quasi tutto il territorio nazionale.
Partecipa ad alcuni cortometraggi e documentari realizzati dalla ULA (Universidad de Los Andes) in veste di attore.
Appassionato di criminologia, “true crime” e psicologia criminale, accanito lettore, da sempre coltiva la passione per la scrittura che prende forma concreta nel 2011 con il primo romanzo giallo “Delitti In Secchia” ambientato per la maggior parte nella natale città di Sassuolo non senza una parentesi Colombiana.
Il libro è stato scritto tra marzo e maggio del 2011 “di getto”.
Lo covava dentro da anni finche’ un giorno è uscito tutto in un colpo.
Attualmente sta lavorando al secondo libro che, sulla falsariga del primo, potrebbe essere intitolato D.a.S.: Delitti a Sassuolo, nel quale sono presenti alcuni personaggi del primo sebbene la storia sia indipendente ed autonoma. Probabilmente ne seguirà un terzo dopodiché conclusa la trilogia “sassolese”  ha in progetto di ambientare i suoi romanzi in Venezuela.
Ha nel cassetto vari altri progetti tra cui una raccolta di racconti brevi con alcuni dei quali nel 2012 intende partecipare al “premio letterario città di Sassuolo”, così come un romanzo/autobiografia sul Venezuela, corredato di foto tratte dalla sua esperienza personale in Venezuela. Una maniera per spiegare il Venezuela attraverso l’impatto delle foto e i racconti che le accompagnano, il tutto in veste umoristica con paragoni con l’Italia.

domenica 29 aprile 2012

IL RAGNO E L'IGUANA di Elisa Vangelisti






Il Ragno e l’Iguana è l’opera prima di una scrittrice di poesie e brevi racconti. Essenzialmente è una storia d’amore raccontata attraverso un fantasy. Si svolge in Nevada (Stati Uniti) nel 2010 ed il titolo si rifà ai soprannomi dei due protagonisti principali, i sedicenni Rynn e Gabriel: appunto, il ragno e l’iguana.
La particolarità del personaggio femminile consiste nel fatto che Rynn ha un dono: è una sorta di sensitiva.

(…) Riuscivo a sentire le emozioni della gente, quasi come se riuscissi veder loro attraverso. Leggevo gli stati d’animo. Li vedevo visualizzati come fossero solidi, concreti.
(…) attorno alle persone percepivo e vedevo luci, bagliori, luminosità e nebbie, ma non solo.
Le emozioni mi raggiungevano attraversandomi come se fossero mie (…) era come se fossi intrappolata in quelle degli altri. Vicino a persone arrabbiate o addolorate mi sentivo veramente male (…)

Gabriel invece è un vampiro, personaggio piuttosto sfruttato che però ho voluto rendere originale mescolandone le versioni esistenti.

(…) Dopo qualche minuto abbassò la testa e infilò il naso tra i miei capelli, appoggiandolo sul collo e facendo le sue strane cose da vampiro. Sentire il suo respiro fresco sulla pelle mi dava un leggero brivido, che era a metà tra il freddo e l’eccitazione. Il mix era micidiale. (…)

Vivere una storia d’amore con questi presupposti creerà loro non pochi problemi, soprattutto perché il vampiro ha comunque un lato oscuro e aggressivo.

(…) d’improvviso, mi afferrò un polso e ci affondò i denti, con ferocia. Non ebbi il tempo di provare paura, perché sentii immediatamente una fitta lancinante di dolore che saliva dal polso e si estendeva a tutto il braccio, fino alla spalla (…)

Lo stile dicono sia moderno, insolito, brillante, riflessivo ma a tratti ironico, ricco di metafore e di citazioni: da Guardia del corpo a Madonna, da Barbablù a Campanellino.
Il mondo chiuso entro il quale si svolgono i fatti è fondamentale per incentrare il racconto sulla coppia dando importanza ai sentimenti, che è quello che mi interessava fare.
Non accadono strani fenomeni inspiegabili, il racconto si svolge come una semplice storia d’amore tra due persone diverse per età ed esperienze. L’atmosfera che si respira è quella della vita reale, i protagonisti sembrano i due della porta accanto alle prese con le complicazioni di un rapporto particolare, ma vero.
Gabriel non è il “solito” succhiasangue, si accontenta di quello della sua ragazza; c’è inoltre un lato sensuale perché il suo piacere mentre si nutre, considerato il dono di Rynn, si trasmette ad entrambi. Successivamente non mancherà di estendersi al loro rapporto fisico, ma raccontato sempre con delicatezza e senza esagerazione.

(…) Quando Gabriel si nutriva di me era sempre un gran momento. Semplicemente non ero io, non del tutto. Nel senso che mi sentivo come qualcosa che era in parte me e in parte lui. Si formava uno strano essere fremente e luminoso, più simile a un trasparente animale marino degli abissi che all’unione di due esistenze terrene. (…)

venerdì 27 aprile 2012

UNA FARFALLA SUL CUORE di Rossana Lozzio



Samuel Hill, noto romanziere inglese, si trova a dover mettere il suo talento a servizio di una sceneggiatura; compito non facile, anche perchè è costretto ad allontanarsi dalla sua amata patria -e dalla bella ma capricciosa Brittany- per recarsi sulle rive del lago Maggiore, nella Villa che è stata scelta come set cinematografico. Così, lontano da tutto e da tutti, ammaliato dal misterioso e affascinante parco che circonda la maestosa dimora, si mette al lavoro, mentre strani sentimenti cominciano ad affiorare… L’incontro con Camilla, una deliziosa bambina di dieci anni, e Angelica, sua madre, cambierà per sempre la visione della vita e, soprattutto, donerà la speranza di un nuovo amore a Samuel, mentre scopriranno insieme cosa si cela dietro il mistero di una bellissima farfalla azzurra…




BIOGRAFIA: Rossana Lozzio e’ nata e vive a Verbania. Lavora nell’ambito delle promozioni e ha una forte passione per la rete internet. Inizia a scrivere per gioco e continua a farlo per passione…  sviluppa storie che raccontano di sentimenti, quali l’amicizia, in cui crede da sempre e ovviamente, l’amore. 

Nel 2005, pubblica il suo primo libro, “Fino alla fine”.
Nell’estate del 2008, pubblica il romanzo “Hollywood e dintorni” e a fine anno, il racconto “Le ali di un angelo”, editi da The Boopen.
All’inizio del 2010, pubblica il seguito de “Le ali di un angelo”, “L’angolo delle fragole”, edito da The Boopen.
Prende parte per alcuni anni a VCO TALENTI EMERGENTI, progetto itinerante che sostiene gli artisti del Verbano Cusio Ossola, proponendo le loro opere con l’augurio che possano farsi conoscere e soprattutto amare da un pubblico piu’ numeroso.
Nel 2009 diventa collaboratrice di AFP (Alberto Fortis People); si occupa delle sezioni Tour e Eventi e News del sito ufficiale di Alberto Fortis e gestisce la sua pagina ufficiale su Facebook. Insieme al cantautore e a Maurizio Parietti, ha collaborato alla stesura della sua biografia, “AL Che fine ha fatto Yude?”, che e’ stata pubblicata il 03 dicembre 2009 da ALIBERTI EDITORE e che attualmente e’ in vendita in seconda ristampa.
Nel 2010, ha gestito la rubrica settimanale, “La posta delle fragole”, sul Quotidiano Online VERBANIA NEWS e ha preso parte ad alcuni Comitati di Lettura per diverse Case Editrici.
Il 2011 e’ l’anno della prova piu’ importante. Nel mese di maggio, il nuovo romanzo – nato come esperimento su Facebook – “Una farfalla sul cuore”, edito da Il Ciliegio, ha debuttato presso il Salone Internazionale del Libro di Torino.

mercoledì 25 aprile 2012

INTERVISTA A ELISABETTA BAGLI autrice di "Voce"




1.      Elisabetta Bagli. Scrittrice e poetessa. Cosa si nasconde dietro a ciò?

Buongiorno. Bella domanda, cosa si nasconde? Posso dirti che, in realtà, Elisabetta Bagli non nasce né scrittrice né poetessa, ma entra nella vita sociale come commercialista. Difatti sono laureata in Economia e Commercio all’Università “La Sapienza” di Roma. E, pur essendo considerate materie umanistiche Diritto ed Economia non posso considerarsi alla stessa stregua di Lettere e Filosofia per quanto concerne la Letteratura e la Poesia. Il mio percorso di vita fino al 2009 è stato completamente un altro e nella mia vita, tutto mi sarei immaginata tranne che diventare scrittrice. Sono una divoratrice di libri, classici, contemporanei e moderni. Ma devo ammettere che non ho amato leggere da sempre, così come non ho scritto da sempre, neanche un mio piccolo pensiero sul diario. La mia crescita, il mio impulso poetico l’ho sentito molto più tardi. Ho iniziato a leggere sul serio alle scuole superiori perché, strano a dirsi, la mia bestia nera era proprio l’italiano. Per me, abituata sempre a prendere voti alti in tutte le materie era intollerabile prendere un cinque nei temi di italiano. La mia professoressa del biennio di Ragioneria per aiutarmi, diceva lei,  mi “costrinse” a leggere tre libri al mese per poter sopperire alle mie mancanze linguistiche. All’epoca la odiavo. Non capivo il motivo per il quale ero costretta a leggere libri di autori del calibro di Brecht, Kafka, Mann, Pavese, Calvino, Levi e altri contemporanei, libri senz’altro splendidi, ma difficili da leggere per una ragazza di quattordici anni come me che aveva vissuto fino ad allora in un mondo ovattato. Eppure, vedevo che leggendo mi si apriva la mente, sentivo che la lettura influiva positivamente nel mio modo di vedere le cose, nel mio modo di pormi innanzi alla vita e mi faceva riflettere su aspetti del tutto nuovi e sui quali mai prima di allora mi ero soffermata . Alla fine questi libri mi piacquero così tanto che feci una richiesta specifica ai miei genitori per il mio compleanno: desideravo la collana dei classici De Agostini che all’epoca si pubblicizzava in TV e si vendeva all’edicola. Certo, fino all’adolescenza avevo letto i classici per ragazzi, anche se non ero mai stata troppo appassionata di Salgari e della Alcott. Mi piaceva Wilde con il suo “The Canterville Ghost” e il mio amore per lui è proseguito ed è andato in crescendo, fino ai nostri giorni. Ma non avevo predilezione né per il genere di avventura né per quello fantastico, tipici dei libri per quell’età. Con la letteratura adulta, mi si è aperto un mondo infinito davanti ai miei occhi. Leggere Proust, Tolstoj, Pirandello e il Wilde del “Ritratto di Dorian Gray” e de “De profundis” è stata una gradiosa ed entusiasmante avventura.
Ho desiderato essere i personaggi descritti nei loro libri e avrei desiderato che tutti fossero usciti dalla mia penna. Ma poco a poco ho accantonato questo desiderio e ho seguito la via che credevo fosse quella disegnata per me e ho intrapreso gli studi economici. Me ne sono ricordata quando stavo scrivendo la tesi di laurea, ovvero, quando un mio amico, al quale chiedevo consigli, mi disse “tu puoi scrivere qualcosa per te, perché non lo fai, invece di esprimerti attraverso le poesie e le parole degli altri?” E così sono nata Elisabetta Bagli, scrittrice e poetessa.

2.       “Voce” è la tua prima silloge poetica. Come mai questo titolo?

Il titolo nasce dal fatto che la mia voce interna non era mai stata ascoltata da nessun altro eccetto che da me e ho sentito che potevo, anzi che dovevo farla ascoltare anche agli altri tramite la scrittura delle mie poesie. Avevo molto da dire e sento che ho ancora molto da dire. La mia “Voce”, come ho descritto nella poesia che dà il titolo alla silloge è come un fiume sotterraneo e silenzioso che ha scavato a lungo dentro di me e poi è venuto fuori all’improvviso per una sfida raccolta con lo stesso amico, che mi esortava a tentare nella scrittura dicendomi sempre “tu puoi”. Ecco com’è nata “Voce”. E la poesia perché è un genere immediato e si può dar voce ai propri sentimenti in un istante, proprio come faceva Emily Dickinson, poetessa a cui mi ispiro e come hanno fatto i miei amati Keats, Byron, Baudelaire, D’Annunzio e gli ermetici.

3.      In “Chi sono?” parli della tua vita come di un gioco di luci e d’ombre. Sono le luci a sovrastare le ombre o le ombre a surclassare le luci?

Le ombre sicuramente ci sono e sono presenti nell’arco di tutta la mia vita, ma ho molte più luci, molte più presenze ed eventi che hanno reso positiva la mia vita che sovrastano decisamente le mie ombre. Anche se non potrei mai percepire l’intensità di queste luci se non ci fossero le ombre a contrastarle.

4.      Spesso nei tuoi componimenti ritorna il colore bianco. Un colore che solitamente io associo ad una calma interiore, ma per te sembra essere quasi negativo ed infatti tendi a colorarlo. Perché?

E’ vero, spesso mi è stato fatto notare la prevalenza del bianco nelle mie poesie. Io ho sempre amato il nero come colore, anzi per meglio dire, come la negazione dei colori, ma non perché sia caratterialmente una persona oscura. Anzi, forse proprio perché tutti coloro che mi conoscono mi dicono che sono una persona solare è probabile che nel mio incoscio abbia cercato di contrarrestare questa solarità con il nero, quasi a difendere qualcosa che poteva, un giorno, rivolgersi contro di me. Un essere solare e cristallino si espone al mondo molto di più di uno oscuro e cupo ed è propenso a essere ferito. Il bianco rappresenta il mio silenzio durato tutti questi anni prima che uscisse la mia “Voce”, il bianco rappresenta la tela di un pittore, un foglio sul quale scrivere e magari colorare. Con due figli è difficile mantenere la propria vita Bianca o Nera, è assolutamente necessario colorarla e cercare le sfumature di colore che più si adattano agli umori delle giornate per poter andare avanti con serenità. “Di che colore sei oggi, Elisabetta?” E’ una domanda che mi pongo ogni giorno.

5.      In questa raccolta tratti anche il tema della bulimia, apertamente direi visto che intitoli così proprio un componimento, e credo sia anche un modo adatto a sfatare quello che è quasi un tabù riguardo ad alcune malattie. Descrivi la bulimia come un “volevo essere magra, volevo essere amata” ma può ancora essere definita la malattia di chi non ha amore?

Per me è stata una malattia del “non avere amore”. Io mi sentivo grassa, goffa e brutta e mi rendevo conto che nessuno mi voleva per quello “status” che, alla fine, si è rivelato più mentale che fisico. Difatti, la prima persona che non si amava e non si accettava per quello che era, ero proprio io. Bisognava cambiare il “cip” per potermi accettare e questo “cip” mi cambiò parlandone e discutendone con i miei amici e quando incontrai mio marito. Ora la bulimia esiste in quanto ai modelli sociali che ci vengono imposti da riviste e TV di donne straordinarie solo se straordinariamente belle e magre. Nella bulimia come nell’anoressia, penso che alla base ci sia sempre la non completa accettazione di se stessi. E quindi del “non amore” verso se stessi.

6.      In “Il vestito” termini il componimento parlando di qualcuno che ti conosce realmente, profondamente, e che ti salva da te stessa e forse dalla tua parte negativa. Parlacene.

Tutto deriva dal fatto che la maggior parte delle persone, a volte, sente troppo stretti certi “vestiti” che ha indossato per proprio volere, come nel caso della poesia, anelando a toglierseli di dosso. Ma, vista l’impossibilità di farlo risulta preferibile annegare piuttosto che continuare a vivere. E l’incontro con quel qualcuno che le salva togliendole il vestito, senza paura di mostrarsi nuda agli occhi del suo salvatore è provvidenziale. Spesso, ho avuto questa sensazione nella vita, ma bisogna essere in grado di mettere i giusti pesi sulla bilancia per poter ritrovare un proprio equilibrio e continuare a vivere in serenità.

7.      Per concludere  indirizzi tre poesie alle tue terre, quella italiana, per la precisione romana, e quella d’azione, ovvero spagnola. Io non sono mai stata in Spagna e mi sono chiesta: “Il mare a Santander è davvero nero o è lei che lo percepisce così?”

Il mare della poesia “I fuochi di Santander” è nero perché sono i fuochi e noi tutti che eravamo lì a guardarli a rischiarare la notte. Tali luci rendevano più cupo e scuro il mare di Santander, l’Oceano Atlantico, immenso e meraviglioso. Dovresti andarci, anche se ti consiglio di farti un bagno sempre con una muta perché l’acqua è gelata!

8.      I tuoi progetti presenti e futuri e un consiglio a tutti i poeti.

Un mio progetto presente a breve termine è la prossima uscita di “Voz”. Il mio libro “Voce” è già stato tradotto in spagnolo e sarà pubblicato qui in Spagna, in versione bilingue, per la piccola editoriale Booklane per la quale lavoro come traduttrice e come insegnante di italiano nella sua Accademia di lingue. Continuo a scrivere poesie, vorrei raccogliere i miei racconti brevi con i quali partecipai a www.blusubianco.it, terminare i miei libri iniziati e mai finiti... Vorrei consigliare ai poeti di continuare a scrivere sempre, in ogni luogo e in ogni tempo. Penso che solo assecondando l’ispirazione di può riuscire a trasmettere veramente se stessi, a cogliere l’attimo della nostra vera essenza. Non per niente il mio film preferito è “L’attimo fuggente” (Dead Poets Society) e Carpe Diem si è convertito nel mio stile di vita. Almeno ci provo.